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Relazioni sentimentali, ecco il Museum of Broken Relationship

museum-founder_1218470iRelazioni sentimentali, ecco il Museum of Broken Relationship

A che serve disfarsi di quel tenero peluche se poi il ricordo dell’anniversario resta fisso nella mente? E perché stracciare foto, rompere quadri e bruciare vestiti quando possono trasformarsi nei cimeli artistici di una storia d’amore finita? Parte da questo concetto l’iniziativa che ha visto sorgere a Zagabria, in Croazia, il Museum of Broken Relationships, Museum_of_Broken_Relationships_in_Berlin_20071023un luogo in cui ognuno può donare un oggetto della propria relazione interrotta più o meno malamente. L’idea è nata un po’ per gioco nel 2006 dai croati Olinka Vistica e Drazen Grubisic, una ex coppia che non sapendo cosa fare di tutti i ninnoli legati al loro amore passato, ha deciso di esporli con l’intenzione di superare il trauma della separazione tramite la creazione artistica: una sorta di catarsi utile ad elaborare il lutto della separazione, insomma.

Al termine della loro storia d’amore durata quattro anni, i due si ritrovarono la propria casa piena di oggetti e ricordi densi di significato che all’improvviso erano divenuti inutili. Piuttosto che disfarsene, nel 2003 venne loro in mente l’idea di organizzare un piccolo museo e, tre anni dopo, l’originale “trovata” si trasformò in realtà con la prima esibizione allestita all’interno di un container nel quale, oltre ai prori cimeli, esposero anche materiale ricordo donato da amici separati che era giunto loro attraverso il “passaparola”. Nessuno, dagli ideatori ai primi “contributori”, poteva immaginare che un semplice gioco potesse divenire una realtà riconosciuta a livello internazionale ma così avvenne e nel giro di pochissimo tempo.  Oggi, il Museum of Broken Relationships, oltre ad avvalersi di una sede a Zagabria, assume anche le “sembianze” di una mostra itinerante che ha toccato negli ultimi anni diverse capitali europee e non solo: la Slovenia nel 2006, la Bosnia e la Macedonia nel 2007, San Francisco, l’Irlanda e Singapore nel 2009 e ancora le Filippine, St. Louis negli Stati Uniti, Berlino, Londra fino ad arrivare a Cape Town in Sud Africa.  Nell’intenzione degli organizzatori molte altre saranno le città ad ospitare la mostra che cresce anno dopo anno grazie a nuovi contributi e ha tutte le caratteristiche vincenti per poter essere un vero “successo” nel tempo. La particolarità del Museum of Broken Relationships orig-grudnjaci-museumbr-625-1122011risiede nel fatto che gli artisti sono persone comuni che hanno lasciato nel corso del tempo, oggettistica di vario genere, legata alla rottura di una loro passata relazione sentimentale. Ricordi, regali, qualunque cosa porti con sé un legame evocativo della storia d’amore vissuta e poi interrotta. A completamento dell’esposizione, gli ospiti non si limitano alla visione dell’oggettistica esposta ma, grazie ad un sistema di connessione wireless interna al museo, ogni singolo oggetto regala la consultazione (anche in italiano – se si possiede un i-phone o simili) della sua storia descritta dall’artista che ha deciso di “esporlo”: una sorta di download dell’intima motivazione sul perché proprio quell’oggetto sia stato elevato a simbolo della fine di una relazione.

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Museum of Broken Relationships - Zagreb, Croatia, June 2012Il museo sorge al centro della città ed è composto da cinque sale tematiche, da quella a stampo erotico a quella patetico-depressiva, in cui orologi, anelli di fidanzamento, lettere d’amore, scatole di preservativi, chiavi sono esposti con una descrizione in croato e in inglese che spiega il significato dell’oggetto stesso, scritta dall’anonimo donatore. Tra i pezzi più curiosi campeggia una gamba artificiale appartenuta a un veterano di guerra che si era innamorato della sua terapista, con accanto la didascalia che spiega: “Questa protesi è durata più del nostro amore. Materiale migliore“, un album di matrimonio e un abito da sposa (sembrerebbe che lui sia scappato due giorni dopo il matrimonio con la testimone della sposa) e un’ascia da falegname utilizzata da una donna di Berlino che afferma che “Più la stanza era piena di mobili in frantumi, più mi sentivo meglio”.

La rinascita parte da anche da qui, dunque, dal pensiero che condividere e raccontare pubblicamente la propria storia, ‘riciclata’ in questa stravagante forma d’arte, serva liberarsi di un opprimente fantasma emotivo.

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