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Windows 95, 20 anni fa Brian Eno componeva il suono di avvio..con un Mac!

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Windows 95, 20 anni fa Brian Eno componeva il suono di avvio..con un Mac!

Venti anni fa arrivava Windows 95, un sistema che pur con tanti difetti riuscì a conquistare una fetta di utenti fino a quel momento fedeli al Mac. La risposta di Apple tardò ad arrivare, tanto che in pochi avrebbero scommesso sulla Mela di allora…Era il 24 agosto 1995 e con questo nuovo sistema operativo, la Microsoft forniva un’interfaccia grafica che, sostituendo quella a riga di comando, permetteva all’utente di utilizzare più programmi contemporaneamente e senza aver bisogno di particolari conoscenze informatiche. Windows 95 è rimasto nella memoria collettiva anche per la breve introduzione sonora, scritta da Brian Eno, che si ascoltava ad ogni avvio del computer.

In un’intervista pubblicata nel 1996 dal sito Sfgate.com, il produttore inglese ha raccontato come è nato il brano:

“La richiesta dell’agenzia diceva: ‘vogliamo un brano musicale che sia una fonte di ispirazione universale, ottimista, futurista, sentimentale’ e sotto questa lunga lista di aggettivi si concludeva con un semplice ‘e deve durare 3 ¼ secondi’. Ho pensato che fosse formidabile cimentarsi con un pezzo musicale così breve, era come dover costruire un piccolo gioiello. Ne ho preparati 84, mi sono immerso completamente in questo mondo fatto da brani minuscoli, ogni microsecondo diventava importante”.

La cosa ironica è che Eno ha creato un suono che per decenni ha rappresentato l’azienda Microsoft usando un computer Macintosh: “l’ho scritta con un Mac” – hadichiarato alla BBC nel 2009 – “non ho mai usato un PC in vita mia, non mi piacciono”.

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Come detto sono passati vent’anni dall’arrivo di Windows 95, sistema operativo che all’epoca fu una grande vittoria sul mercato per Microsoft riuscendo a conquistare per anni anche una buona fetta di utenti fino a quel momento legati solo e soltanto ad Apple. L’anniversario esatto del lancio di Windows 95 cadeva infatti ieri il 24 agosto del 1995 e rimase disponibile per la vendita fino al 2001. I fedelissimi della Mela rimasero ancorati ai loro LC, Performa, Power Mac e PowerBook ma altri (in particolare le aziende) cominciarono uno switch verso il mondo Microsoft recuperato solo anni dopo grazie ai primi iMac, a OS X, ai Mac con CPU Intel, alla débâcle di Windows Vista.

downloadWindows 95 (nome in codice “Chicago”) girava su macchine che ora appaiono particolarmente modeste e presentava varie “innovazioni” molte delle quali in realtà pescate da Macintosh, OS/2, X-Windows e compagnia bella. Gli utenti erano seguiti da “wizard” che guidavano all’installazione, potevano finalmente disporre sulla scrivania le icone di applicazioni e file usati più spesso, sfruttare nomi di file più lunghi di otto caratteri, sfruttare il plug and play (un meccanismo che permette al sistema di identificare nuovi dispositivi e periferiche e installarli automaticamente a patto di avere i driver adeguati).

Novità erano la taskbar e la presenza in basso a sinistra dell’amato/odiato pulsante “Start”, il punto di partenza per cercare applicazioni, documenti, caricare gli ultimi file si quali si era lavorato (il tasto Start, inizialmente sparito su Windows 8, tornerà a furor di popolo con funzionalità simili sul nuovo Windows 10).

Con l’uscita di Windows 95, Apple aveva preparato delle pubblicità che prendevano in giro gli utenti PC evidenziando ad esempio caratteristiche che da anni gli utenti Mac conoscevano e apprezzavano; ma della superiorità del Mac poco sembrava importare a molti utenti, desiderosi di mettere le mani su un sistema che con budget anche modesti permetteva di avere un PC che riusciva a replicare molte delle funzionalità del System del Mac.

Gli utenti Mac sapevano bene che il loro System era notevolmente superiore al Windows di allora, ma Apple fallì nel saperlo comunicare, aggiungendo confusione consentendo l’arrivo sul mercato dei primi cloni compatibili Mac, mossa che nelle intenzioni del management della Mela avrebbe dovuto aiutare a incrementare il market share di Mac OS ma che non fece altro che far perdere mercato ad Apple stessa.

Se Microsoft appariva in quel momento una forza inarrestabile, Apple sembrava stretta all’angolo senza strategie chiare. Seguirono vari proclami ma, di fatto, la prima risposta a Windows da parte di Apple arrivò solo nel 1997 con Mac OS 8, sistema multi threading e con numerosi miglioramenti generali a livello di gestione di memoria, file, ricerche e altro. La vera rimonta di Apple arrivò con il ritorno di Steve Jobs, chiamato dal CEO di allora, Gil Amelio, con l’incarico di consulente. Tempi durissimi per la Mela (le azioni si potevano comprare a 5$), azienda sulla quale pochi avrebbero allora scommesso… Jobs seppe sconvolgere la società che aveva fondato e dalla quale era stato cacciato, eliminò il superfluo e cominciò a spianare la strada a quella che oggi è una Apple che sembra inarrestabile… come la Microsoft dei tempi di Windows 95.

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