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Duran Duran, esce “Paper Gods”, l’album pop dell’anno

IMG_1935Duran Duran, esce “Paper Gods”, l’album pop dell’anno

I Duran Duran pubblicano oggi, venerdì 11 settembre,  in tutto il mondo  il loro 14mo album in studio, Paper Gods.

Nel 2015, a 37 anni dal loro inizio e dopo 100 milioni di dischi venduti,  i Duran Duran  confermano ancora una volta il loro ruolo da protagonisti nella storia del pop. PAPER GODS segna un nuovo inizio nella storia della band, con una lista di collaboratori di primaria importanza – tra cui Nile Rodgers, Mark Ronson, Mr. Hudson, Janelle Monae, John Frusciante, Kiesza e Davide Rossi.

Paper Gods sarà pubblicato in tre formati: un CD standard di 12 brani, fisico e digitale; una versione Deluxe, fisica e digitale, contenente 15 brani; una versione standard in doppio vinile (di 12 brani come il suo equivalente in CD).

Inoltre, edizioni speciali limitate per i fan sono disponibili nel Duran Duran Music Store  , edizioni che includono un CD esclusivo con la tracklisting deluxe, un packaging speciale da personalizzare con degli sticker, una t-shirt  e un gioco per predire il futuro.

Duran_Duran_150715_1+Il cantante Simon Le Bon, il tastierista Nick Rhodes, il bassista John Taylor, e il batterista Roger Taylor hanno registrato Paper Gods a Londra con i produttori Nile RodgersMark RonsonJosh BlairMr Hudson. Le canzoni – già considerate tra le migliori della band dai tempi di Rio –  catturano la vera essenza del gruppo con il dualismo e quel senso di conflitto che sono sempre stati al centro della loro musica. Viscerale e audace, l’album mischia pop dai bordi duri e netti con il lato scuro, strano e sperimentale della band  per creare un lavoro che è epico nel suo ambito.

I Duran Duran hanno annunciato una serie di show negli Stati Uniti a Settembre e Ottobre a cui farà seguito un tour britannico a partire dalla fine di Novembre. Maggiori dettagli  http://www.duranduran.com/

La track-listing di Paper Gods è la seguente:

Paper Gods (feat. Mr. Hudson)

Last Night in the City (feat. Kiesza)

You Kill Me With Silence

Pressure Off (feat. Janelle Monáe and Nile Rodgers)

Face For Today

Danceophobia

What Are The Chances? (feat. John Frusciante)

Sunset Garage

Change the Skyline (feat. Jonas Bjerre)

Butterfly Girl (feat. John Frusciante)

Only in Dreams

The Universe Alone (feat. John Frusciante)

 

Deluxe Edition Bonus Tracks:

Planet Roaring

Valentine Stones

Northern Lights (feat. John Frusciante)

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Quante band conoscete che, dopo decenni di carriera, sono ancora capaci di stupire, di percorrere nuove strade, di creare nuova musica che si va a sommare ad una lista di canzoni eterne che si sono guadagnate  fama, fortuna e plauso della critica? E’ un esercizio interessante, ed anche molto breve – si contano sulle dita di una mano. Nel 2015 i Duran Duran confermano ancora una volta di appartenere a quello sparuto ed illustre gruppo con il loro nuovo album – nientemeno che il 14° – che rinsalda il loro ruolo nella storia del pop e mantiene al loro posto i tanti gruppi che si sono ispirati alla loro musica. Parte di un nuovo contratto con la major discografica Warner Bros Records, PAPER GODS segna un nuovo inizio nella storia della band, con una lista di collaboratori di primaria importanza – tra cui Nile Rodgers, Mark Ronson, Mr. Hudson, Janelle Monae, John Frusciante, Kiesza e Davide Rossi. “Siamo riusciti a trovare un’ispirazione completamene nuova in questo album”, dice il tastierista della band ed esteta alla massima potenza, Nick Rhodes. “L’altro giorno parlavamo dei gruppi che sono in giro da molto tempo – alcuni nostri contemporanei ed altri, ancora più vecchi – ce ne sono solo una manciata che ancora fanno concerti, e ci siamo detti ‘quali loro album abbiamo?’ È stato difficile rispondere.”

Simon LeBon ha una teoria sul perché i Duran Duran sono ancora amici e sul fatto che ancora  fanno bella musica convincente 37 anni dopo essersi formati a Birmingham. “Credo che alcuni artisti, quando cominciano ad avere una carriera abbastanza lunga, si sentano come se stessero scalando una parete rocciosa – guardano giù. Se lo fai, dal punto di vista musicale, sei finito. Lo capisci subito quando qualcuno compone cose  pensandoci un po’ troppo, o cercando di indovinare i gusti della gente  invece di scrivere musica che  li possa ancora esaltare. Noi non abbiamo mai cercato di adeguarci a nessun tipo di gusto”. Anche le politiche interne ad un gruppo sono importanti, dice. “Penso che parte della nostra forza sia dovuta alla tensione della nostra musica, che probabilmente deriva dalla tensione interna al gruppo. Quando sei giovane non hai paura di far arrabbiare la gente e penso che ci possa capitare ancora oggi, a volte. Ma le parole dure vengono perdonate. Io e Nick possiamo accapigliarci per ore su una testo o un passaggio musicale, tanto che da fuori può sembrare che ci odiamo, ma in realtà ci amiamo profondamente”.

“Ne abbiamo passate tante insieme, come gruppo” dice John Taylor, “ora è arrivato il momento del ‘Conosci Te Stesso’. A questo punto della nostra carriera, tutto sta nell’entrare in contatto con la tua vera identità e far uscire la forza dalla conoscenza acquisita durante questo incredibile viaggio, un viaggio che ancora continua. Penso che si percepisca nelle nuove canzoni: ci sono ancora cose che possiamo imparare dagli e degli altri, dal punto di vista sia personale che musicale”. Per John, la cosa più soddisfacente del nuovo album è che riesce a catturare la dualità, il senso di conflitto, insito nel cuore della musica della band.  Nei piani iniziali dei DD c’era questa componente dark e leggermente progressive, che è stata poi fagocitata dall’aspetto più pop. Soddisfacendo il lato più pop, ci si può dimenticare degli intenti iniziali. Nel nuovo album abbiamo cercato di ritrovare quel mix degli inizi: il pop più schietto, coesistente con questo lato più dark, strano, sperimentale”. “E’ qualcosa di essenziale per tutti noi”, concorda Nick. “E’ fantastico essere in grado di sollevare lo spirito della gente – e anche il proprio – con una buona dose di puro pop, ma il mondo in cui viviamo non è fatto solo di questo, quindi mi sembra naturale, e lo penso da sempre, mantenere un piede nel lato più gotico e oscuro della vita”.

La lavorazione del nuovo album ha avuto inizio nel 2013 con Mark Ronson e Josh Blair (engineer) nello studio londinese della band, così come è successo anche per il precedente ALL YOU NEED IS NOW del 2011. Quando Mark si è dovuto allontanare per lavorare sul proprio album, Josh ha preso in mano le redini co-producendo 9 nuovi brani (6 con la band e 3 con anche Mr.Hudson) e sistemando l’intero album. Nick dice sulla collaborazione: “E’ stata la nostra àncora durante tutto il progetto, aiutando a scolpire il suono dell’album e a mettere a punto ogni più piccolo dettaglio. C’è stato fin dal primo momento e questo ci ha dato una sorta di continuità con l’album  precedente”.

Nell’aprile del 2013, dopo aver creato la struttura dell’album, i DD si sono incontrati con Ben “Mr” Hudson,  già collaboratore di Kanye West e Jay-Z, e le registrazioni hanno preso di nuovo vita. “Ben ci è stato consigliato dalla nostra manager Wendy Laister”, ricorda Roger Taylor. “A volte non è semplice lavorare con altre persone, spesso pensiamo di potercela cavare da soli. Poi abbiamo scoperto che arrivava da Birmingham, città che ci ha sempre solleticato l’interesse. Gli abbiamo chiesto di venire per qualche giorno ed è finito col rimanere per più di un mese. Ha apportato un’energia incredibile alle sessioni. E’ stato bellissimo”. “Quando Mark se ne è andato per lavorare alle sue cose”, dice Simon, “è stato un po’ come non portare la mutande – scomodo, ma che ti dà anche un grande senso di libertà. Ci è piaciuto molto, tanto che è una sensazione che abbiamo fatto durare un periodo tra i 6 mesi e un anno. Poi è arrivato Ben Hudson e le cose hanno preso forma. La sua reazione è stata molto positiva ‘è fantastico, avete le basi di un album qui’. È da lì che ha iniziato ad essere un album, più che un insieme di canzoni. Quello a cui era interessato era catturare la spontaneità e la freschezza”.

La presenza di Ben Hudson avrebbe significato un cambiamento radicale nell’approccio della band nei confronti dell’album, divenendo il progetto con il maggior numero di collaborazioni di sempre. Mark Ronson ritorna con l’idea, ricorda John, di prendere a bordo anche Nile Rodgers con il quale non aveva mai lavorato prima, mentre la band ovviamente sì. “Questo ci ha portato a condividere un’esperienza veramente elettrizzante. Era come assistere ad una lezione in cui loro due parlavano di musica e noi i fortunati spettatori di questa conversazione”. Mark, Nile e Mr.Hudson hanno scritto e prodotto i brani “Pressure Off” e “Only in dreams”.  Il primo, che è anche il primo singolo estratto dall’album, rimanda al funk di Notorious  grazie alla collaborazione sia di Nile che della straordinaria voce di Janelle Monàe, con un ritornello molto audace nella sua semplicità. “Magari”, ride Nick. “E’ stato tutto tranne che semplice, ma è l’idea che volevamo dare”. “Notorious è stata una  punto di riferimento per la band” dice Roger. “All You Need Is Now rifletteva più il suono dei nostri primi album, ma qui il nostro punto iniziale è stato Notorious. Siamo fortunati perché possiamo trarre ispirazione dai nostri stessi vecchi album – non sono in molti a poterlo fare”.

Se “Face for today”, “Butterfly girl”, “Danceophobia” (con la partecipazione straordinaria di Lindsay Lohan nella parte del “dottore”) e “Last night in the city” (che include un eccezionale contributo di Keisza) sono tra i brani con i ritornelli più orecchiabili e “What are the chances?” ha qualche rimando alla bellezza e alla passione di “Save a prayer”, nel resto dell’album si può ritrovare un certo grado di sperimentazione che appassionerà quei fan dei Duran che apprezzano maggiormente quel  lato più oscuro e tenebroso che ogni tanto fa capolino in mezzo alla lucentezza pop. Anche “You killl me with silence” ha un ritornello molto forte, ma ad un ascolto più attento si nota una costruzione musicale non molto usuale ed avvincente, con una sequenza finale che disorienta un po’ ma che rinforza la natura art-pop della band. La definizione di Simon riassume la libertà e l’indiscrezione che ancora oggi definiscono il modo di far musica dei Duran Duran: “Quello che mi piace di più di questa canzone è che si apre come un brano di Snoop Dogg, quasi ti aspetti che arrivi una parte rap, invece arriva Simon LeBon  che fa Nancy Sinatra”.

La title track (con la voce di Mr Hudson oltre a quella di Simon) è pure un brano audace per certi versi, con un testo forte e polemico. “E’ una canzone sulle nostre ossessioni, per i soldi, per le cose materiali,” dice Simon, “e su come banalizziamo le nostre vite e l’umanità intera. E’ di sicuro il brano più arrabbiato dell’album. Di solito cerco di essere meno specifico con i testi, perché mi piace che chi li ascolta possa interpretarli a proprio piacimento. Ma in questo caso, ho voluto che la rabbia fosse ben chiara: “Il negriero nella fabbrica che sfrutta i lavoratori, che ti mette le scarpe ai piedi. Parla del prezzo che paghiamo, che tutti paghiamo, per avere un mondo così come è ora”. “E’ uno dei pezzi più strani che abbiamo mai fatto da molto molto tempo” dice Nick, “il testo è molto forte, di solito non scriviamo di tematiche sociali ma questa volta ce n’era bisogno. E mi piace che sia così imprevedibile”.

John Frusciante, che suona in “What are the chances?”, “The universe alone” e “Butterfly girl”, è ugualmente imprevedibile. L’ex membro dei RED HOT CHILI PEPPERS riesce a conferire ai brani un tocco nuovo ed inaspettato. “Sappiamo bene ciò che può fare con la chitarra, il suo stile è assolutamente unico,” dice Simon. “Come musicista, non teme niente ed è una profonda ispirazione per tutti noi”.

In “Change the skyline”, oltre alle tastiere che conducono il brano, Jonas Bjerre dei Mew aggiunge la sua voce così diversa e ultraterrena, ma ugualmente capace di accordarsi magnificamente con Simon nel ritornello.

I Duran Duran saranno headline al prossimo festival inglese Bestifal 2015 in settembre per poi imbarcarsi in un tour mondiale, cosa che unita alla pubblicazione di uno degli album  più viscerali ed arditi della band, fa sì che questo sia un anno particolarmente importante ed impegnativo. Se chiedete alla band da dove prendono l’energia necessaria e l’ispirazione creativa per tutto ciò, riceverete 4 risposte che contengono lo stesso messaggio, ma con 4 angolazioni differenti.   John dice che “non abbiamo mai smesso di pensare che ci sono ancora cose di cui dobbiamo dare prova. C’è sempre la tentazione di sedersi sugli allori e di rilassarsi, ma questo significa che si è pronti per la pensione, invece io voglio ancora correre più veloce che posso”. “E’ la cosa migliore che sappiamo fare” dice Roger. “Abbiamo tutti provato cose diverse, ma questa unità, quando facciamo musica, è ancora la forza più grande. Nel bene o nel male, qualcosa succede sempre”.

Simon mette l’accento sull’importanza della pazienza e dell’impegno. “Ci siamo voluti prendere tutto il tempo necessario per fare della musica di cui andare orgogliosi. A volte vedi delle band che si riuniscono e dopo solo 6 mesi esce un album. Non puoi fare a meno di pensare ‘non poteva essere meglio?’. Ci rendiamo conto che il nuovo album è rimasto incompiuto per molto tempo, è perché non era ancora abbastanza buono. Volevamo che fosse ottimo. Confronto i nostri album con i miei preferiti degli altri artisti: Horses di Patti Smith, Harvest di Neil Young, Leti t bleed dei Rollin Stones, Blue di Joni Mitchell, Transformer di Lou Reed, Aladdin sane di David Bowie. Tutti dei classici. L’unica regola è che deve essere di un altissimo livello, deve essere musica che puoi ascoltare per il resto della vita”.

Per Nick, è più una questione di ingenuità ed innocenza. “Quanto ti senti troppo sicuro delle cose è quando incominci a fare album che sembrano parodie di se stessi. E’ quello il momento di fermarsi. Una delle mie citazioni preferite di Picasso dice che gli ci è voluta quasi tutta la vita per imparare a disegnare di nuovo come un bambino. Quanta verità! La purezza che hai quando si è una giovane band e hai ancora su i paraocchi, quando credi tantissimo in quello che fai. Non ti fai domande, vai avanti come un treno. Questa attitudine all’ingenuità è quella che ha caratterizzato gli album  più belli della storia: i primi dei Velvet Underground, dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Doors. I primi album hanno tutti quella lucentezza inossidabile. Ok, non si potrà mai più ricreare, ma almeno si può provare a capirla e a cercare di usarne alcuni elementi. E quest’album  è così. Ci siamo seduti e abbiamo detto “Cancelliamo la lavagna, cosa facciamo adesso?”.

“lo so che tutti gli artisti lo dicono”, continua Nick, “ma sul serio, senza ombra di dubbio, penso che sia il nostro album migliore dai tempi di The Wedding Album. Far parte dei Duran Duran è come essere sposato ad altre 3 persone. Ci prendiamo cura l’un l’altro, ma litighiamo anche molto, soprattutto sulla musica. Ma è essenziale. Se non si litiga, se non si hanno solide opinioni, si finisce per produrre delle schifezze. Noi litighiamo su ogni singola nota – letteralmente. Ma non è una battaglia, è una vittoria”.

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