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Beatles, quante canzoni perse! E Ringo svuota la cantina, ma non ne escono inediti…

ringo-starr-asta-oggettiBeatles, quante canzoni perse! E Ringo svuota la cantina, ma non ne escono inediti…

Sicuramente non dobbiamo raccontarvi noi (e se per caso fosse così, fatevi due domande) che i Beatles sono stati in assoluto il gruppo musicale di maggior successo commerciale, con vendite complessive che superano il miliardo di dischi e di musicassette; siamo noi, invece, a dirvi che la produzione musicale del quartetto di Liverpool avrebbe potuto essere decisamente più ampia. Si, perchè nell’epoca dello smartphone è tutto più semplice, bastano pochi secondi per registrare un motivetto o una melodia che ti passano per la testa, ma per i Beatles non era così. Paul McCartney ha infatti dichiarato che dozzine di potenziali canzoni della band inglese sono andate perse perché sia lui che John Lennon dimenticavano il lavoro fatto prima di riuscire a registrarlo. Il musicista, nel corso di un’intervista all’Evening Standard, ha rivelato il cambiamento avvenuto nell’ideazione e scrittura dei pezzi grazie ai nuovi strumenti digitali: “Le cose sono decisamente cambiate. Adesso ci sono dei dispositivi di registrazione che hanno trasformato il processo di scrittura dei brani. Per esempio io e John non li avevamo quando abbiamo cominciato a scrivere, avremmo potuto fare un brano e poi ce lo dovevamo ricordare. Ma c’era sempre il rischio di dimenticarlo. Se la mattina dopo non lo ricordavi andava perso per sempre; non è un caso il fatto di scrivere canzoni facili da ricordare, altrimenti correvi il rischio di perderle per sempre. Penso che a noi sia successo dozzine di volte. Non avevamo registratori, non esistevano gli smartphone, quindi dovevamo realizzare il brano e poi registrarlo nel minore tempo possibile. Ora, invece, grazie ai dispositivi a disposizione posso registrare e ricordare milioni di cose”.

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Un altro componente dei Beatles che in questo momento è particolarmente attivo, anche se non parliamo di produzione musicale, è l’ex batterista del gruppo Ringo Starr (fonte). Una garage sale epica, quella di Ringo Starr: mentre frugava in cantina per trovare qualche oggetto da esporre al Grammy Museum per una mostra incentrata sulla sua vita, l’ex Beatles si è accorto di avere un sacco di oggetti rari appartenenti alla sua band che valgono un sacco di soldi. Purtroppo nessun inedito nascosto dalla polvere, a conferma di quanto dichiarato dall’amico Paul.
Per questo, dal 2013 ad oggi, Starr e sua moglie Barbara Bach hanno iniziato a raccogliere più di 800 pezzi che andranno all’asta il prossimo 4 e 5 dicembre alla Julien’s Auctions di Beverly Hills.
Tra i memorabilia una battera Ludwig che Starr ha usato in più di 200 concerti e nelle registrazioni del suo disco solista (dal valore di circa 500.000 dollari), una Rickenbacker appartenente a John Lennon (800.000 dollari), una chitarra Gretsch di George Harrison, la prima stampa del White Album (finora custodita in una cassaforte), una Mercedes Coupe sempre di Harrison, e un sacco di altri oggetti come tazze, sedie, piattini ed effetti personali. La collezione è stata recuperata anche grazie alla vendita di una casa in campagna in Inghilterra e di un appartamento a Monte Carlo, che contenevamo molte di queste “cianfrusaglie”.

(La batteria Ludwig di Ringo Starr)

Ne avevamo abbastanza di questa roba in cantina, così abbiamo pensato di venderla per farla esporre in giro e per far felici molte persone“, ha riferito Starr all’Associated Press. Prima di essere venduti, molti dei pezzi più rari saranno esposti all’Hard Rock Cafe di Times Square e al Museum of Style Icons in Irlanda.

L’asta porterà nelle casse di Starr e della moglie tra i 5 e i 10 milioni di dollari, una parte dei quali andranno in beneficienza alla Lotus Children’s Foundation, fondata dalla stessa coppia.

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