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Sean Lennon si lamenta: «Mi vedono come il figlio viziato di John e Yoko»

Sean Lennon

Sean Lennon si lamenta: «Mi vedono come il figlio viziato di John e Yoko»

Sean Lennon, il figlio di John Lennon e Yoko Ono, si è lasciato andare ad una confessione al Guardian, nella quale ha espresso tutte le frustrazioni di una vita all’ombra dei genitori.

«Qualsiasi cosa faccia, per la gente sarò sempre il figlio viziato e fannullone di John Lennon e Yoko Ono», si è lamentato l’artista, riferendosi ai propri lavori di produttore con i Fat White Family o i Moonlandigz: «Avverto sempre delle aspettative verso di me, sia positive che negative, e questo è dovuto al fatto che mio padre era uno dei Beatles.»

Suona come comprensibile, ma è un problema che potrebbe risolversi con un semplice nome d’arte dietro a cui nascondersi. Ecco la risposta: «Sarebbe irrispettoso nei confronti miei, di mio padre e della mia famiglia più in generale. Mi sento tipo “perché non posso essere fiero di chi sono?” Non voglio nascondermi.» C’è stato, infatti, un momento in passato, quando Lennon dice che la gente lo ha incoraggiato a rilasciare musica sotto uno pseudonimo, una via di fuga artistica che poteva sembrare un modo promettente per ottenere un giudizio obiettivo dalle persone, in modo da non essere visto solo come il figlio di John.

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Se fosse stato un musicista ordinario, senza il famoso cognome, l’assortimento di progetti musicali che sta tenendo Sean Lennon occupato in questo momento (produttore, membro di una band, artista solista, attivista ambientale) potrebbe mostrarlo come un maniaco del lavoro. Ha co-prodotto il prossimo album della Fat White Family e sta anche lavorando con i membri del gruppo ad un progetto parallelo; nel frattempo, Sean Lennon ha anche iniziato a scrivere nuova musica anche per se stesso – un lotto di canzoni che, una volta è pronto, costituirà il suo primo album da solista in quasi un decennio. Come se questo non bastasse, sta collaborando con la madre Yoko Ono su un nuovo album che uscirà in gennaio. Oh, e sta dirigendo un documentario che mette in luce alcuni dei suoi amici che lavorano come artisti a New York.

Domani, tra l’altro, sarà il suo quarantesimo compleanno, e per lui questo assume un significato in più: a 40 anni, infatti, la carriera del celebre padre subì un brusco stop, dovuto al suo assassinio (New York, dic 1980). Come è facilmente immaginabile, l’approccio di Sean è quindi rivolto a capire fino in fondo la vera direzione che può prendere la sua vita e il tipo di eredità che vuole lasciare nel mondo dell’arte e della musica, piuttosto che focalizzarsi sulle aspettative che il mondo ha verso di lui.

Nascondersi è l’ultima cosa che sta facendo in questi giorni: sta mantenendo una presenza pubblica attiva sui social media, con la pubblicazione di spaccati di vita di Instagram, Facebook, Twitter.

Fonte

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