Pooh «The Last Waltz»: concerto d’addio per la storica band italiana

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C’era una volta «The Last Waltz», il concerto d’addio di The Band, gruppo spalla di Robert Bob Dylan Zimmerman e in quanto tale «band» per eccellenza del rock americano anni Sessanta e Settanta. Si tenne alla Winterland Ballroom di San Francisco nel 1976 con un parterre di ospiti che non finiva più e, due anni più tardi, un certo Martin Scorsese ne tirò fuori un film memorabile. È così che la musica scrive le sue più belle pagine di storia. Quaggiù, direbbe il profeta di Zocca, non siamo mica gli americani: Robbie Robertson un po’ ci manca, ma in compenso abbiamo Roby Facchinetti e i suoi Pooh che salutano i cinquant’anni di carriera con una reunion-evento: il cantante e tastierista bergamasco, Dodi Battaglia e Red Canzian hanno richiamato a raccolta il batterista Stefano D’Orazio e addirittura Riccardo Fogli per due concerti che si terranno nell’estate 2016, il 10 giugno a San Siro dove i Pooh si esibiranno per la prima volta e il 15 allo Stadio Olimpico di Roma.

La produzione dei due live è a cura della F&P Group di Ferdinando Salzano che punta a un doppio sold out da complessive 95mila presenze. «Per il nostro ultimo valzer – ha detto Roby Facchinetti durante la conferenza stampa di oggi a Milano, cedendo alla suggestione del parallelismo con The Band – volevamo che il gruppo fosse al completo, perché chi ha fatto parte della nostra storia, in fondo rimane per sempre uno dei Pooh». Quello dei cinquant’anni di carriera era un obiettivo che Facchinetti e soci si erano ripromessi di raggiungere da tempo e che i quattro, poi rimasti in tre, hanno deciso di celebrare con i grandi numeri degli stadi, oltre che con un esclusivo doppio picture disc (ordinabile da domani) che verrà pubblicato il 28 gennaio 2016 a cinquant’anni esatti dalla formazione della band. «Abbiamo promesso a noi stessi che questo traguardo era da raggiungere – hanno detto i cinque – perché la nostra storia lo meritava. Purtroppo c’è un grande assente, Valerio Negrini, nostro poeta e fondatore dei Pooh. Senza di lui non saremmo arrivati fino a qui».

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Il primo passo di questa reunion è stato siglato da un’inedita versione di «Pensiero», grande successo targato 1971, che vede per la prima volta insieme le voci di Roby, Dodi, Red, Stefano e Riccardo. «Dopo un periodo in cui non ci siamo parlati – ha detto Fogli – ci siamo ritrovati. Ho passato anni a rispondere alla gente che mi chiedeva se proprio non era possibile un ritorno nel gruppo e oggi ero curioso di vedere come sarebbe andata. Loro sono fortissimi e mi sento bene in mezzo a questi quattro scellerati». Alla nuova versione del brano i cinque insieme hanno voluto dare una veste più rock. «Abbiamo scelto questa canzone perché è forse la più conosciuta – ha detto Roby – e in ogni paese del mondo in cui mi sono trovato c’è sempre stato qualcuno a rispondermi quando intonavo il ritornello. Una volta abbiamo fatto l’esperimento anche nel bagno di un Autogrill». Il brano sarà in rotazione radiofonica a partire da domani. A proposito dei grandi eventi per chiudere in bellezza un capitolo di storia della musica italiana, anche se i concerti in programma per ora sono due, gli organizzatori non hanno negato che proveranno a convincere i cinque a salire sul palco per altri live. «Non è detto che i concerti rimangano due – ha detto Facchinetti – e magari riusciranno a portarci anche all’estero».

La Winterland Ballroom non esiste più, altrimenti sarebbe stata una bella sfida continuare a giocare con l’accostamento. Perché la Winterland Ballroom non esisterà più, ma i Pooh sono ancora vivi e lottano assieme a noi.

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