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Angus Young ha insistito perché gli AC/DC continuassero a suonare

Angus Young Angus Young Angus Young ha insistito perché gli AC/DC continuassero a suonare

Pare che Malcom Young già dal 2008 mostrasse i primi segnali di demenza. Il fratello Angus Young ha rivelato al Guardian quanto i problemi del chitarrista si siano aggravati negli ultimi anni, arrivando a non ricordarsi nemmeno dove si trovasse anche durante gli ultimi concerti, mentre suonava nel bel mezzo del palco. «È stato un periodo molto duro per lui, ha dovuto imparare nuovamente la maggior parte delle canzoni che conosceva già benissimo». Da qui la dolorosa decisione di lasciare la band.

“C’è stato un momento in cui ho pensato che non avremmo continuato”. Brian Johnson, cantante degli AC/DC, prova a raccontare il momento vissuto dalla band quando Malcolm Young si è ammalato ed ha dovuto dire addio al mondo della musica. La scelta di continuare è stata presa dal leader del gruppo e fratello di Malcolm, Angus, e Brian si è rimesso completamente alla sua volontà. A fine 2014 la band ha pubblicato il 17esimo album in studio Rock Or Bust, il primo lavoro del gruppo australiano che non vede la presenza come seconda chitarra di Malcolm. Nel corso di un’intervista con ABC AustraliaJohnson ha rivelato: “Per me l’ultima parola è sempre spettata ad Angus Young. Lui è uno dei due al mondo in grado di fare riff che sono impossibili per chiunque altro, l’altro è Malcolm; se Angus mi avesse detto che non avrebbe continuato senza Malcolm, io l’avrei senz’altro capito”.

Angus Young Angus Young

Ma la band ha continuato grazie all’arrivo del nipote dei due chitarristi, Stevie Young. “Entrare in studio di registrazione senza Malcolm è stata una sensazione strana, è stato il mio compagno di lavoro per oltre 35 anni e all’improvviso non c’era più. Per Angus penso che sia stato ancora peggio visto che si parlava di suo fratello”. Ora tutte le attenzioni sono dedicate a Stevie per farlo inserire al meglio nella band: “Quello che succederà a lui è quello che è successo a me – rivela Johnson, che prese il posto di Bon Scott nel 1980 – la band gli farà sentire che è il benvenuto e credo che lui non si senta come un estraneo. Sono sicuro che Stevie farà molto bene”.

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Il frontman ha parlato del suo futuro e di quello della band nel corso di una nuova intervista sulle possibilità di chiudere la carriera dopo il tour di Rock or Bust: “Un buon giocatore di calcio o uno di hockey non vorrebbe mai ritirarsi ma per sfortuna arriva per tutti il momento di chiudere. Credo che per noi sia la stessa cosa. La cosa incredibile degli AC/DC è il fatto che siamo sempre sorpresi e stupiti dalla nostra capacità di continuare ad avere successo. Non sappiamo quello che stiamo facendo eccetto il fatto che suoniamo al nostro massimo ogni sera, diamo tutto quello che abbiamo. E’ questo il segreto del nostro successo. Ma non ci siamo mai aspettati le folle oceaniche, non abbiamo mai dato niente per scontato. I tempi cambiano. Tutto quello che possiamo fare è il nostro lavoro e sperare che la gente continui a venire a vederci suonare”.

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