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Expo, consumatori sul piede di guerra: ingresso gratis e rimborsi causa code

ExpoExpo, consumatori sul piede di guerra: ingresso gratis e rimborsi causa code

Troppe file, impossibile vedere le attrazioni di Expo, parte la rivolta dei consumatori che, delusi dalle gite ‘a vuoto’, chiedono l’ingresso gratuito. Il Codacons ha inviato una diffida urgente alla società Expo 2015 chiedendo la modifica immediata delle condizioni di accesso all’Esposizione universale, e il rimborso di quanto pagato da chi ha comprato i biglietti e non è ancora andato. Al centro della denuncia dell’associazione dei consumatori, “le lunghe code – scrive l’associazione – che rappresentano oramai da settimane una costante per qualsiasi servizio fornito dall’area, in modo particolare per la fruizione dei padiglioni. Al punto che le file comportano una attesa media di 3 ore per riuscire a visitare i padiglioni, con punte di 7 ore per quello del Giappone e di 6 ore per il Palazzo Italia”.

“I cittadini pagano un salato biglietto di ingresso ma non riescono a fruire di Expo – denuncia il Codacons – questo per evidenti carenze ed errori imputabili all’organizzazione dell’evento: la necessità di coprire le spese sostenute per Expo 2015 ha portato a consentire accessi quotidiani praticamente illimitati all’area. Ciò ha determinato nelle ultime settimane un sovraffollamento eccessivo, con conseguente formazione di code insostenibili ai padiglioni. In sostanza gli utenti comprano un servizio di cui oggi non possono usufruire, o che possono fruire solo in parte, poiché le lunghe file permettono materialmente di visitare un numero ristretto e limitato di padiglioni”.

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Per tale motivo il Codacons ha diffidato Expo 2015 “a modificare con urgenza le condizioni di accesso all’area, prevedendo da subito che gli ingressi siano a numero chiuso, gratuiti o a prezzo fortemente ridotto, e rendendo a pagamento i singoli padiglioni, così da eliminare le lunghe file e permettere ai cittadini di pagare in base ai servizi realmente goduti. Expo dovrà inoltre restituire quanto pagato a chi è in possesso di biglietti di ingresso non ancora usufruiti. In caso di mancato accoglimento di tali richieste – conclude il Codacons – si potrebbe addirittura configurare una forma di inadempimento contrattuale nei confronti di Expo 2015”.

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