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Alan Turing, l’uomo che sconfisse Hitler e inventò l’informatica moderna



Alan Turing, l'uomo che sconfisse Hitler e inventò l'informatica modernaAlan Turing, l’uomo che sconfisse Hitler e inventò l’informatica moderna

Alan Turing è stato un matematico esperto di logica e di crittografia, oggi riconosciuto come uno dei pionieri dell’informatica, nonché un grande sperimentatore nel campo della matematica applicata.

A lui è stato anche dedicato un film, The Imitation Game, uscito esattamente un anno fa e ora disponibile per la visione nelle nostre case (cinque candidature ai Golden Globe, sette candidature agli oscar più una statuetta per la miglior sceneggiatura non originale).  

Indipendentemente dalla riproduzione cinematografica, ci sono molte cose sulla vita e la morte di Alan Turing, controversa soprattutto per via della sua omosessualità ed estremamente importante dal punto di vista storico (leggasi grosso contributo alla risoluzione della seconda guerra mondiale e fondamenta gettate per l’invenzione del computer)

Laureatosi in matematica, si dedicò soprattutto alla crittografia, rimanendo in ambiente accademico, in particolare nelle università di Cambdridge, Princeton e Oxford; al contrario dello stereotipo del genio trasandato e di come viene rappresentato nel film, Turing curava la propria forma fisica e correva spesso anche a livello agonistico. 

Quando nel 1939 l’Inghilterra entrò nella seconda guerra mondiale, Alan Turing iniziò a far parte dei servizi di spionaggio all’interno di un gruppo di critto-analisti a Bletchley Park, nella cosiddetta Stazione X, con l’obiettivo di decrittare i messaggi militari nazisti codificati attraverso la macchina Enigma.
Turing riuscì a mettere a punto un metodo (noto come Turingery) grazie a cui gli inglesi poterono decifrare i messaggi nazisti codificati da Enigma, sfruttandone gli errori crittografici: se due messaggi erano inviati per sbaglio con la stessa chiave di codifica, il Turingery permetteva di estrapolare il codice usato per criptare entrambe le comunicazioni e quindi di decifrare il contenuto dei messaggi.

A cinquant’anni dalla guerra, dopo lo scioglimento del segreto militare, sono stati diffusi i successi ottenuti dalla squadra di Alan Turing sia nella decodifica dei messaggi navali sia nel criptare i messaggi vocali, insieme all’invenzione della procedura del bunburismo. Gli storici stimano che il conflitto bellico sia stato così abbreviati di 2 anni, risparmiando quasi 14 milioni di vittime.

Alan Turing, l'uomo che sconfisse Hitler e inventò l'informatica moderna
La statua di Alan Turing a Bletchley Park (Foto: Corbis Images)

I contributi scientifici
Il nome di Turing è oggi associato soprattutto alla macchina e al test che portano il suo nome. La macchina di Turing è un dispositivo puramente teorico formato da un nastro infinito e riscrivibile su cui dei simboli (pensate per esempio a 0 e 1) possono idealmente essere scritti, letti e cancellati man mano che ci si muove avanti e indietro lungo il nastro stesso. Si tratta in sostanza del modello ideale di una macchina per calcoli capace di risolvere algortimi (il significato stesso del termine algoritmo fu formalizzato proprio da Alan Turing), che fu sviluppata dallo scienziato quando aveva appena 24 anni. Oggi è un elemento fondamentale per tutti coloro che si occupano di algoritmica e teoria della computazione.

Anche se l’effettivo funzionamento dei computer è dovuto soprattutto al lavoro successivo di un altro matematico, John von Neumann, la macchina di Turing rappresenta ancora oggi la base matematica dei calcolatori digitali.

Il test di Turing, invece, fu pubblicato sulla rivista Mind nel 1950 e rappresenta la sua più famosa eredità lasciata nel campo dell’intelligenza artificiale, di cui fu un pioniere. Si tratta in particolare di un criterio con cui è possibile determinare se una macchina artificiale, o un calcolatore, possa essere considerato pensante.

Alan Turing, l'uomo che sconfisse Hitler e inventò l'informatica moderna
Il computer Ace (Foto: Sspl/Getty Images)

Subito dopo la fine del conflitto mondiale, Alan Turing si dedicò anche alla programmazione dei primi computer, e fu l’ideatore di uno dei prototipi di gioco virtuale degli scacchi. Già nel 1948, quando aveva 36 anni, mise a punto un programma di intelligenza artificiale in grado di istruire un calcolatore su come affrontare una partita con un uomo. Tuttavia, dato che i computer non erano abbastanza potenti, la semplicità dell’algoritmo non permetteva di competere con i giocatori professionisti.

In parallelo si occupò anche di biologia, fisiologia e neurologia, cercando di capire come riuscire a riprodurre, traendo ispirazione delle reti di neuroni e dalla differenziazione cellulare, una macchina intelligente, che oggi chiameremmo intelligenza artificiale. Le ipotesi di Turing, che non fecero in tempo a essere implementate su un vero computer mentre era ancora in vita, avevano come fulcro l’idea di creare un sistema logico che fosse in grado di evolvere da solo a partire da una struttura inizialmente disorganizzata.
Alan Turing era gay e, nel 1952, quando si trovava all’università di Manchester e aveva 39 anni, fu arrestato con l’accusa di “grave oscenità e condotta indecente” per via della presunta (poi apertamente riconosciuta) relazione omosessuale con un altro uomo, il 19enne Arnold Murray.

Secondo una legge britannica in vigore dal 1885 (l’emendamento di Labouchere) l’omosessualità era un reato abbastanza grave da meritare il carcere e venne depenalizzata solo qualche anno più tardi, nel 1967. 

A causa della condanna sentenziata il 31 maggio 1952, a Turing furono tolte le autorizzazioni necessarie per poter lavorare nel campo della sicurezza e della crittografia per l’intelligence britannica, ossia per la Government Communications Headquarters (Gchq). Per lo stesso motivo gli fu negato anche l’ingresso negli Stati Uniti, limitando la sua liberà di spostamento ai soli Paesi europei.
Alan Turing non finì mai in prigione poiché accettò, come alternativa alla reclusione, di sottoporsi a un continuo controllo e soprattutto alla castrazione chimica, mediante un ciclo lungo un anno di somministrazioni di estrogeni.

La terapia rappresentò per lo scienziato anzitutto una tragedia umana e lo devastò sia dal punto di vista psicologico che fisico, provocando un crollo della libido e anche la crescita dei seni. L’8 giugno 1954 (quando aveva soli 41 anni) Turing fu trovato misteriosamente morto nel letto di casa sua a Wilmslow, accanto a una mela morsicata.

Secondo la ricostruzione ufficiale, la causa della morte fu avvelenamento da cianuro e la mela mezza mangiata sarebbe stata contaminata proprio con il veleno dallo stesso Alan Turing (di cui era nota la passione per la storia di Biancaneve e i sette nani). La madre dello scienziato, al contrario, continuò sempre a sostenere che non si fosse trattato di un suicidio bensì di una morte accidentale, dovuta all’imprudenza durante un tentativo di placcare d’argento un cucchiaio (così come, in precedenza, aveva fatto con un altro oggetto).

La versione del suicidio è stata, nel corso degli anni, più volte contestata, poiché ritenuta non del tutto fondata, e ancora oggi rimane l’ombra di un assassinio di Stato o almeno di un suicidio indotto, che alimenta le teorie del complotto (su cui si ispira in buona parte The Imitation Game).

La leggenda della mela morsicata Apple
Negli ultimi decenni molti hanno sostenuto che il logo di Apple, la celeberrima mela morsicata, fosse un tributo a Turing per la sua influenza nell’informatica e nello sviluppo dei modelli teorici alla base dei computer. Tuttavia, questa ricostruzione è parsa molto meno plausibile dopo che fu smentita personalmente da Steve Jobs, il quale ammise comunque la grande ammirazione per Alan Turing, che gli fu di grande ispirazione.


L’ex primo ministro britannico Gordon Brown, nel 2009, porse ufficialmente le scuse del Paese a Turing per le persecuzioni omofobe nei suoi confronti, anche se i tempi non erano ancora maturi per un’assoluzione formale.

Dopo una petizione online sottoscritta anche da Stephen Hawking, ulteriori scuse arrivarono nel 2013 dal premier David Cameron. Poi il 24 dicembre 2013 è arrivata anche l’assoluzione definitiva: la regina Elisabetta II, su richiesta del ministro della giustizia Chris Grayling, ha ricordato il valore delle ricerche di Turing, incluse quelle condotte a Oxford, ripulendo finalmente l’immagine dello scienziato. Il perdono reale, atteso per 59 anni dopo la sua morte è stato il pretesto, tanto atteso dalla cinematografia, per raccontare la vita di Turing come vero e proprio eroe nazionale.

Differenze tra film e realtà (leggete solo se avete visto il film)

  • Bletchley Park non era camuffato da fabbrica di radio per nasconderne la finalità.
  • Nel film la macchina viene chiamata “Christopher” come l’amico d’infanzia di Turing. In realtà, si chiamava ‘Victory’ o, più familiarmente, ‘Bomba’, poiché ispirata alla bomba kryptologiczna progettata nel 1938 dal crittoanalista polacco Marian Rejewski. Il dispositivo sfruttava una debolezza nelle procedure operative tedesche, in seguito corrette dai nazisti (per la precisione, nel 1940).
  • Nel film la costruzione della macchina appare come un lavoro portato avanti dal solo Alan Turing, con gli altri scienziati che lo ostacolano o lo ignorano. In realtà, il dispositivo fu il risultato di un lavoro di gruppo. Turing ideò una nuova strategia per la macchina grazie al contributo del matematico Gordon Welchman (il cui apporto viene invece assegnato nel film a Hugh Alexander). Nel 1940 furono costruite più di duecento ‘Bombe” sotto la supervisione di Harold Keen del British Tabulating Machine Company.
  • Nel film, si ha l’impressione che a Bletchley Park ci sia un manipolo di crittografi inerme, incapace di ottenere alcun risultato fino a quando una scoperta improvvisa consente loro di sconfiggere Enigma. Nella realtà, fin dal 1939 migliaia di persone stavano lavorando al progetto in un percorso costellato di vittorie e sconfitte mentre i tedeschi continuavano a cambiare il modo di usare Enigma. Inoltre, nel film viene prima costruita la Bomba e poi scoperto il modo di renderla utile, attraverso l’applicazione di un metodo conosciuto dai crittografi come crib, un tipo di attacco in cui l’hacker conosce in parte il testo crittografato. In realtà accadde proprio il contrario: la Bomba venne progettata per usare la tecnica dei crib come principale mezzo d’attacco.
  • La scena in cui il team di Turing (denominato Hut 8) decide di non fermare l’attacco nazista a un convoglio su cui viaggia il fratello di uno del team (Peter Hilton) è inventata di sana pianta. Hilton non aveva un fratello in viaggio e le decisioni su come utilizzare le scoperte della Bomba venivano prese a un livello molto più alto.
  • Alan Turing non scrisse alcuna lettera a Churchill per chiedere di assumere la guida del progetto. Lui e i suoi colleghi, tra cui anche Hugh Alexander, chiesero invece al primo ministro un aumento delle risorse di supporto, richiesta che venne immediatamente esaudita.
  • L’arruolamento di Joan Clarke non avvenne tramite un cruciverba pubblicato su un giornale. In realtà, Joan Clarke venne reclutata dal suo mentore scolastico, Gordon Welchman, uno dei primi matematici giunti a Bletchley Park.Alan Turing, l'uomo che sconfisse Hitler e inventò l'informatica moderna
  • Alan Turing e Benedict Cumberbatch (Foto: Getty Images)
  • Rappresentare Turing come una persona con grossi problemi nei rapporti umani, affetta dalla sindrome di Asperger o da autismo è fuorviante. È vero che alcuni scrittori e ricercatori hanno tentato una simile diagnosi a posteriori. Nella realtà, sebbene Alan Turing avesse le sue eccentricità e amasse lavorare da solo, esistono innumerevoli testimonianze della sua socialità, del fatto che avesse numerosi amici, che fosse dotato di umorismo e che avesse un ottimo rapporto lavorativo con i colleghi.
  • Sono pura finzione le scene riguardanti Christopher Morcom, l’amico d’infanzia di Turing, in particolare il modo in cui il matematico venne a conoscenza della sua malattia e successiva morte.
  • Sono completamente infondati l’arresto nel 1951 e l’indagine su Turing quale spia sovietica, dalla quale il detective scopre l’omosessualità del matematico. L’arresto di Alan Turing avvenne nel 1952. L’uomo, dopo un furto nella propria casa, si recò spontaneamente alla polizia per segnalare il furto e indicare il probabile ladro, il suo amante. Nel suo candore, o nella falsa certezza che non avrebbe corso rischi data la discreta notorietà ottenuta con i lavori sull’intelligenza artificiale, Turing non nascose mai la propria omosessualità ai poliziotti.
  • Inoltre, non venne mai indagato per spionaggio.
  • È un’ulteriore forzatura suggerire che la castrazione chimica abbia reso Turing inabile al lavoro e incapace di pensare in modo lucido. Nonostante la debilitazione fisica e i forti cambiamenti nel suo corpo, tra cui lo sviluppo del seno, Alan Turing si gettò a capofitto su nuove aree di ricerca, occupandosi di biologia e chimica e ottenendo prestigiosi risultati.
  • Nel film Turing viene ricattato da John Cairncross e costretto a collaborare alla divulgazione di dati riservati ai sovietici. In realtà, i due lavoravano in aree distinte di Bletchley Park e non ci sono prove che si siano mai incontrati né tantomeno che Turing abbia forzatamente collaborato con la spia sovietica. Secondo la storica e scrittrice britannica Alex Von Tunzelmann, questa sarebbe pura diffamazione e non una licenza artistica.
  • Il film segnala che Alan Turing si è suicidato dopo un anno di trattamento ormonale. Nella realtà, la morte giunge quattordici mesi dopo il termine della castrazione chimica.

 

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