La #streetradio di Milano, clicca per il video dalla vetrina

Bob Dylan, dopo l’Oscar arriva anche il Nobel per la letteratura

Bob Dylan, dopo l'Oscar arriva anche il Nobel per la letteraturaBob Dylan, dopo l’Oscar arriva anche il Nobel per la letteratura

Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, chiamato “Zimbo” a scuola, ha vinto il premio Nobel per la letteratura. L’annuncio è stato dato ieri, 13 ottobre, esattamente a quest’ora e i testimoni in sala riportano che le ovazioni si siano sprecate.

Diciannove anni sono trascorsi da quando Dario Fo veniva inaspettatamente premiato col Nobel per la Letteratura. E sembra quasi un “mistero buffo” che, poche ore dopo la sua scomparsa, lo stesso premio sia stato assegnato a Bob Dylan, un altro “irregolare” della cultura pop. Dal 1997 al 2016, da un giullare a un menestrello, il Nobel collega questi due grandi protagonisti sulle scene da oltre mezzo secolo. Due “letterati” atipici, Fo e Dylan, che hanno fatto il primo del teatro, il secondo della musica, il loro campo d’azione preferito, ma la cui portata culturale va oltre il palcoscenico. Scrittori, poeti, intellettuali con svariati interessi, artisti (Fo amava dipingere, Dylan scolpisce), hanno saputo cogliere l’essenza del presente dando voce alle speranze di cambiamento.

La motivazione (perchè serviva davvero??): «per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana»: e se qualcosa suona fuori proporzione, qui, non è certo il premio, ma proprio la motivazione, invero assai riduttiva. Da oltre cinquant’anni l’influenza di Bob Dylan sulla cultura occidentale è incalcolabile, come incalcolabile è il numero di opere letterarie, in prosa o in poesia, che hanno tratto ispirazione dal suo lavoro, o la quantità di titoli «rubati» alle sue canzoni. E c’è da chiedersi perché questo riconoscimento non sia arrivato prima.

Bob Dylan, le 5 canzoni che hanno cambiato il corso della storia

Era il 1996, infatti, quando il professor Gordon Ball del Virginia Military Institute scriveva alla Reale Accademia, di cui era membro, per candidarlo al Nobel. L’iniziativa trovò l’appoggio di altri professori e letterati, venne riportata dalla stampa di tutto il mondo, fece abbastanza scalpore, ma alla fine fu presa per una specie di provocazione. Eppure la motivazione con la quale Gordon Ball accompagnava la proposta sembra il calco originale, più nobile e articolato, di quella utilizzata il 13 ottobre dall’Accademia: «Per l’influenza che le sue canzoni e composizioni», scrisse, «hanno avuto in tutto il mondo. Egli ha restituito dignità alla tradizione orale. Dagli inizi degli anni Sessanta ha creato, in parole e musica, un universo illimitato, che ha pervaso il globo».

Dovevano tuttavia passare altri nove anni, per un totale di venti, prima che, il 13 ottobre, l’Accademia recepisse il messaggio e assegnasse il premio a uno dei suoi più naturali candidati. Nel frattempo Bob Dylan ha ricevuto il premio Oscar (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe), il premio Principe delle Asturie (2007), il premio Pulitzer (2008), la National Medal of Arts (2009), così come nel 1963 il Premio Tom Paine, assegnato in precedenza a due premi Nobel come Bertrand Russell e Jean-Paul Sartre.

Bob Dylan, dopo l'Oscar arriva anche il Nobel per la letteratura
Bob Dylan nel 2014

Ma chi è, quindi, Bob Dylan? (avete tempo? la risposta non sarà breve). Cantautore e compositore statunitense, distintosi anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, si è imposto come una delle più importanti figure in campo musicale, in quello della cultura di massa e della letteratura a livello mondiale, vendendo oltre 119 milioni di dischi. La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movement, il movimento di protesta americano. I suoi primi testi, fortemente influenzati dalla letteratura e dalla storia americana, affrontarono in modo innovativo temi politici, sociali e filosofici, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi alla controcultura del tempo.

Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi: oltre ad aver di fatto inventato (o re-inventato) la figura del cantautore contemporaneo, a Dylan si devono, tra le altre cose, l’ideazione del folk-rock, il primo singolo di successo ad avere una durata non commerciale (gli oltre 6 minuti della celeberrima Like a Rolling Stone, del 1965) e il primo album doppio della storia del rock (Blonde on Blonde, del 1966).

Il suo anno principe fu il 1965: accadde molto nel 1965 di Bob Dylan e dell’America. È l’anno di Bringing it all Back Home, album che include Mr Tambourine Man, Maggie’s Farm, Love Minus Zero. Il suo Paese, sotto la presidenza di Lyndon Johnson spedisce 567.000 soldati in Vietnam, mandati a morire. Lo stesso anno scrive una delle canzone più bella della storia del rock, Like a Rolling Stone. I Beatles scrivono Help!, Dylan si sposa e poi si presenta al Newport folk festival accompagnato da un gruppo e dalla Fender Stratocaster, lascia il folk alle spalle e inizia uno dei tanti periodi della sua carriera. Non è più menestrello, non è un folksinger, né una rockstar: nel 1965 Bob Dylan è semplicemente Bob Dylan, un signore che non arriva al metro e sessantacinque, ma che segnerà qualche generazione per oltre mezzo secolo. La teatralizzazione della nascita del rock si compie con la prima esibizione, in formazione elettrica, di Bob Dylan a Newport. La mecca del folk viene violata proprio da uno dei suoi miti di riferimento: è l’apocalisse. Il pubblico fischia, Dylan piange: è nato il rock, non un genere, bensì un modo di fare le cose.

Quando il 28 gennaio 1988 Dylan entra nella Rock and Roll Hall Fame, a Bruce Springsteen viene affidato il discorso di introduzione: “Quando per la prima volta ascoltai Like a Rolling Stone sapevo che stavo ascoltando la voce più legnosa che avessi mai sentito: era scarna, sembrava allo stesso tempo giovane e vecchia, ma sapevo altrettanto bene che come Elvis libera il corpo di quell’America, lui in quel momento aveva liberato la mente. Era il mondo che cambiava”.

Per la cronaca, Like a rolling stone è stata posizionata dalla rivista Rolling Stone in cima alla classifica dei 500 brani più belli, ma anche che più hanno plasmato la storia della musica e influenzato gli artisti a venire. Qui potete ascoltare l’ultima puntata di Topp500songs, il nostro programma che ha ripercorso tutta la classifica fino ad affrontare in modo approfondito la top10, con in cima il neo nobel per la letteratura.

Tanto altro si potrebbe dire e scrivere su Bob Dylan, ma il consiglio è quello di ascoltarlo, in silenzio, e godersi la sua musica meravigliosa.

Utilizziamo Cookie propri e di terzi per offrirti la migliore esperienza d'uso possibile, secondo le tue preferenze. Se continui con la navigazione, consideriamo che accetti il loro utilizzo.