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Bimbo nero e felpa-scimmia, HM si scusa. Razzismo o trovata pubblicitaria?

Bimbo nero e felpa-scimmia, HM si scusa. Razzismo o trovata pubblicitaria?

La catena di abbigliamento HM ha dovuto scusarsi per una pubblicità online che mostrava un bambino nero con una felpa e la scritta “il monello più bello nella giungla” usando però la parola monkey (scimmia).

L’immagine e’ stata ampiamente criticata per il riferimento alla scimmia, un animale a lungo usato negli insulti etnici e razziali. Weekend, una pop star canadese di origine etiope, ha annunciato su twitter l’interruzione della sua collaborazione con la società. HM ha rimosso la pubblicità dal suo negozio online e si è rammaricata per “l’errore” annunciando una indagine interna.

L’indignazione si è diffusa in tutto il mondo e il bimbo si è trasformato, per fortuna aggiungiamo noi, da vittima a re. Con un fotomontaggio sul suo account Instagram, il giocatore di basket americano LeBron James ha trasformato il baby modello afroamericano con la scritta «The coolest monkey in the jungle», ossia «La scimmia più cool nella giungla» che aveva scatenato una bufera mediatica sui social media tanto da spingere il colosso fast fashion svedese a togliere la foto incriminata, ma lasciando in vendita sull’e-commerce il capo.

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Il fotomontaggio del cestista statunitense, ala nei Cleveland Cavaliers, portava il nome di King of the world scritto sul capo del bimbo della pubblicità online, ma questa volta con una corona in testa e la scritta sulla felpa cancellata. L’intervento della stella del basket, con ben 930mila like e oltre 21mila commenti postati sul suo account, ha spinto H&M a ritirare la felpa incriminata dell’e-commerce. Le scuse ufficiali rese pubbliche dai portavoce del gruppo a questo punto non potevano bastare più. Il colosso fashion per renderlo noto in tempo reale ha postato su Twitter: «Non abbiamo ritirato solo la foto dai nostri canali, ma anche la vendita del nostro prodotto». Oltre al cestista anche il calciatore ex milanista Kevin-Prince Boateng ha utilizzato i social per esprimere la sua rabbia: «Siete seri?» ha scritto il calciatore dell’Eintracht Francoforte e poi ha aggiunto gli hashtag «hanno perso la testa» e «no al razzismo»

Errori del genere purtroppo accadono spesso nel mondo della pubblicità. Lo scorso ottobre Dove, tra i brand per l’igiene personale più noti, era stata costretta a scusarsi per aver pubblicizzato un bagnoschiuma mostrando una donna nera che si toglieva la sua maglietta nera trasformandosi in una donna sorridente bianca con una t-shirt chiara.

ANSA

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