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I The Kolors a Sanremo 2018 con un brano in italiano, anche se non è proprio la prima volta per Stash

I The Kolors a Sanremo 2018 con un brano in italiano, anche se non è proprio la prima

volta per Stash

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Frida (Mai, Mai, Mai)”, The Kolors tornano live. A marzo il “Frida Tour” porterà la band dal vivo in tutta Italia con cinque appuntamenti nei club. Prevendite al via dal 16 febbraio. Queste le date: 4 marzo Napoli, 5 marzo Roma, 7 marzo Bologna, 10 marzo Milano, 12 marzo Torino.
“Frida (Mai, Mai, Mai)” è il primo inedito in italiano dei The Kolors. La band ha pubblicato nei mesi scorsi l’album “You”, che spazia tra i generi e rispecchia le varie anime del gruppo e che vanta anche ospiti come il ‘Trap God’ americano Gucci Mane e gli ex Oasis Andy Bell e Gem Archer.

Prima o poi sarebbe dovuto succedere. The Kolors al Festival con un brano in italiano, loro che si erano distinti da Amici (che vinsero nel 2015) in poi per il loro essere così internazionali. “Ma la nostra finora non era stata una resistenza verso Sanremo, non abbiamo aspettato perché faceva figo. Semplicemente non avevamo la canzone giusta in italiano – racconta Stash, il carismatico leader della band dal ciuffo iperphonato -. Essere al festival con Frida rappresenta l’evoluzione sonora dei Kolors del 2018, provando a comunicare quello che abbiamo dentro nella nostra lingua”. A dire il vero, non è la prima volta che Stash canta in italiano: “La mia voce c’era già in Assenzio, il brano di Fedez e J-Ax. Quello che mi preoccupava era la sonorità in italiano: ma non sento differenze, e le frequenze sono le stesse”, avverte il cantante, aggiungendo che ha sempre scritto in italiano “anche ai tempi del successo di Everytime. L’inglese risultava più in linea con concetto sonoro della band. Alla lunga però era come sentirsi in una gabbia. Forse inconsciamente, ho sempre desiderato andare al festival: se sei italiano Sanremo è sempre Sanremo…”. Il brano, tutto ritmo e pop, avrà sicuramente strada facile in radio. “Ma non è solo per teenager. Sanremo ci dà la possibilità di presentarci a una platea molto ampia, di avvicinarci anche alla signora che mi ferma al supermercato”. La Frida del titolo è Frida Kahlo, la pittrice messicana, icona delle battaglie per i diritti delle donne. “La nostra non è una lezione di storia dell’arte. Ma il modo di raccontare l’amore contemporaneo, le sfide all’interno della coppia. Cercavamo un paragone con bel significato. E Frida rappresenta la positività, l’esempio perfetto di risoluzione dei momenti negativi in positivo”. Il testo è stato scritto da Davide Petrella, giovane autore tra i più richiesti del momento, che ha firmato Vorrei Ma Non Posto di Fedez e J-Ax, Pamplona di Fabri Fibra, Fenomenale di Gianna Nannini, Logico di Cesare Cremonini. “Lui ti allarga gli orizzonti, riesce a raccontare ciò che senti, forse più implicita ma più figa. Riesce ad entrare nel mondo di un cantante”, ammette Stash, che ha disegnato anche le giacche che lui e i suoi compagni indosseranno al festival. Al direttore artistico Claudio Baglioni fanno arrivare il loro grazie per averli scelti (“è già una vittoria essere lì”) e per aver chiamato ben 5 band: “Era dagli anni Settanta che non se ne vedevano così tante“. E sulla possibile distanza reverenziale nei confronti dei colleghi che con loro calcheranno il palco dell’Ariston, Stash afferma: “C’è un senso di famiglia tra tutti, Vanoni o Facchinetti sembrano degli zii. A starci dentro ti dimentichi dei milioni di dischi venduti, della gara, non c’è quell’ansia, anche perché non c’è neanche più l’eliminazione”. The Kolors al momento non hanno un disco in uscita, neanche una ristampa dell’ultimo album You, uscito a maggio scorso.

(“non ci interessava come operazione”), ma dopo Sanremo sono pronti a rimettersi in moto per un tour. “Vogliamo renderci conto di come la gente avverte la nuova direzione presa. Intanto continuerò a scrivere”. A supportare Stash in questa nuova fase è stata molto la sua ex coach nel talent di Canale 5, Elisa. “Da tempo si aspettava questo mio salto. Mi sta dando consigli, anche su come scrivere in italiano. Quest’estate ero partito dall’inglese per poi tradurre, poi ho capito che bisogna concentrarsi sul suono della voce”. (ANSA).

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