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Santorini: gli asini vincono la battaglia sindacale, niente più taxi per turisti sovrappeso

Santorini: gli asini vincono la battaglia sindacale, niente più taxi per turisti sovrappeso

Santorini: la battaglia sindacale più surreale dell’ estate si è chiusa con un successo a 360 gradi dei lavoratori. Non c’ è stato bisogno di assemblee né di scioperi.

Siamo nell’ era della comunicazione globale e tre video virali hanno cambiato per sempre la vita ai mitici asini di Santorini. Un branco di 300 dannati del turismo costretti a sciropparsi 5-6 volte al giorno il Calvario di 600 gradini tra il porto e Fira, scarrozzando turisti che ogni anno – misteri del girovita – pesano qualche chilo in più.

L’ iconografia delle vacanze cicladiche ha regalato a questi animali un’ immagine idilliaca.

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Sono da decenni il simbolo di Santorini: la realtà però, a giudicare dai tre video spuntati in rete, è un’ altra.

Nel primo l’ animale quasi non si vede. Si intuiscono quattro zampe che spuntano sotto un carico disumano di 11 sacchi-condominio della spazzatura e barcollano penosamente nelle strettissime vie di Oia.

Il secondo è più drammatico: una comitiva di tre bestie si blocca a una curva a gomito sulle scale. E il padrone colpisce con violenza sul muso il capofila con un bastone per convincerlo a riprendere la marcia.

Il terzo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, testimonia in venti secondi l’ aggressione di tre energumeni agli ambientalisti che protestavano contro i maltrattamenti e lo sfruttamento degli animali, costretti a trasportare carichi (e turisti) oversize.

Quando gli albergatori dell’ isola hanno visto spuntare l’ hashtag #Boycottosantorini tra i topic trend di Twitter hanno deciso di intervenire per minimizzare i danni.

E in una riunione con tutte le parti in causa è stato stilato il nuovo decalogo dell’ asino di Santorini. Un accordo che fissa la quota di ombra minima, l’acqua da garantire, gli orari massimi di lavoro, le punizioni per le violenze e le regole sul pensionamento dei più anziani. Il problema, dicono gli scettici, è farlo rispettare.

L’ Unione europea nel 2017 ha approvato incentivi per chi tratta in modo umano gli asini che lavorano nel turismo (ci sono quelli di Rodi, e i cugini – messi forse ancora peggio – di Petra, in Giordania). Ma nessuno ne ha fatto richiesta a Santorini. «La situazione è insostenibile – ha spiegato il portavoce di Help Santorini Donkeys -. I manuali di zoologia dicono che un asino non può portare più di 50 kg., qui siamo ben oltre».

Qualcuno a Fira ha iniziato a incrociarli con i cavalli per ottenere muli, più grandi e in grado di caricare fino a 80 kg. Peccato che la stazza media del crocierista da mettersi in groppa ecceda spesso – e di tanto – la soglia. Il sindaco Nikos Zorzos sta provando a correre ai ripari.

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