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Halloween, ecco i quattro luoghi al mondo più infestati da fantasmi – streetradio

Halloween, ecco i quattro luoghi al mondo più infestati da fantasmi – streetradio

Quando si parla di Halloween, scherzi terrificanti, posti oscuri e macabri travestimenti sono all’ordine del giorno. Ecco perché per celebrare la festa popolare, nella notte tra 31 ottobre e 1 novembre, siamo andati alla scoperta dei quattro luoghi al mondo più infestati da fantasmi. Tantissime le curiosità che riguardano posti oscuri come la Lizzie Borden House, in Massachusetts, o “la foresta dei suicidi” nella prefettura di Yamanashi (Giappone). Il mistero e l’orrore colpiscono però anche in Italia: uno dei luoghi più infestati, infatti, si trova in Veneto.

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-Lizzie Borden House, dove Lizzie Andrew Borden è stata accusata di aver ucciso a colpi d’ascia il padre e la matrigna, protagonista di un celebre processo conclusosi con una sentenza di assoluzione nonostante i gravi indizi di colpevolezza. Oggi i turisti la possono visitare e si narra che si sentano rumori strani, passi e pianti provenire da tutta la casa.

-La ora disabitata isola di Poveglia, vicino a Venezia, è stata nel passato teatro di scontri (guerra tra Venezia e Genova), infestata dalla peste nel 1700 e dal 1922 al 1946 ha ospitato anche un manicomio caratterizzato da metodi estremamente feroci…si narra che molte presenze ancora la popolino.

-Aokigahara ed è tristemente noto in Giappone come “la foresta dei suicidi”. È infatti uno dei posti più battuti dalle persone che decidono di togliersi la vita. Nel 2016, l’eco di questo fenomeno ha spinto il regista Jason Zada a girarci un film horror, visto che secondo la leggenda i suicidi si trasformano in spiriti maligni.

-Isla de la munecas, l’isola delle bambole impiccate (Messico): Questo insolito museo dell’orrore è opera di Don Julian Santana Barrera, un contadino che, che sul finire degli anni ’50, abbandonò moglie e figlia per ritirarsi a vivere da eremita sull’isola. Il motivo? Adempiere ad una missione.
Sembra infatti che le bambole custodiscano lo spirito di una bambina morta proprio presso la laguna che circonda l’isola stessa: l’uomo vide che la bimba stava per affogare e, nonostante i suoi tentativi, non riuscì a salvarla. In realtà si pensa che questa bambina non sia mai esistita e che sia tutto frutto della mente malata dell’uomo, la cui pazzia lo spinse successivamente ad isolarsi e a creare questo luogo.
Che la bambina sia esistita veramente o meno, la realtà tende sempre a cedere il passo alla leggenda: alcuni giorno dopo la presunta tragedia, Santana recuperò dalle acque della laguna proprio una bambola e pensò appartenesse alla defunta, quindi la legò ad un albero come forma di rispetto. La solitudine e la paranoia dell’uomo crebbero a dismisura, tanto che egli si sentiva perseguitato da quella presenza, convinto che lo spirito della bimba aleggiasse proprio nella bambola.
Iniziò la sua collezione, o meglio, la sua ossessione: bambole di ogni misura e fattura, deformi e mutilate, recuperate dalla spazzatura o dragate dal canale, furono legate così com’erano, senza essere aggiustate o pulite.

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