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Torna Michele Bravi con il nuovo disco “la geografia del buio” posticipato per l’emergenza coronavirus

Torna Michele Bravi con il nuovo disco “la geografia del buio” posticipato per l’emergenza coronavirus.

Da oggi, sono possibili presave e preadd di “La vita breve dei coriandoli” di Michele Bravi. Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 15 maggio, anticipa il nuovo progetto discografico “La Geografia del Buio“, in uscita nei prossimi mesi e posticipato (doveva uscire il 20 marzo) per l’emergenza coronavirus.


Michele presenterà, per la prima volta live in tv, “La vita breve dei coriandoli” , un singolo che parla di rinascita, venerdì 15 maggio, nel corso della prima serata del programma “Amici Speciali di Maria Di Filippi, in onda su Canale 5.

Nel brano, scritto da Giuseppe AnastasiMichele BraviFrancesco CatittiFederica AbbateCheope e prodotto da Francesco “Katoo” Catitti, con la voce rotta di chi per molto tempo ha vissuto nel silenzio, Michele racconta il proprio percorso attraverso il buio che lo circondava e di come poi, grazie all’amore, sia riuscito a riscoprire la bellezza delle piccole cose, spesso racchiusa nelle fragilità.

A distanza di tre anni da “Anime di carta“, il disco certificato disco d’oro e contenente il singolo doppio platino “Il diario degli errori“, Michele Bravi torna con un nuovo progetto musicale, profondamente diverso da tutta la produzione precedente.

“Avere le parole per dire il caos non salva da niente ma almeno disegna il labirinto.

La Geografia del Buio” è un racconto attraverso la ferita del mondo.

Una perdita di aderenza dal reale e il tuffo in un’oscurità che racchiude in sé la violenza della vita e riscopre nell’amore l’unica salvezza.

Un amore che non combatte il male ma che aiuta a disegnarne la geografia.”

L’estetica del disco si sviluppa in una sequenza di immagini oniriche e surreali, allucinazioni, che Michele racconta attraverso le parole e la musica. Si susseguono suggestioni evocative che rimandano a una realtà stravolta e a un profondo dolore che avvolge, immerge e nasconde ogni cosa come una profonda coltre di nebbia. Il concept dell’album è caricato di grande drammaticità, è come se la realtà si palesasse sotto forma di rappresentazione teatrale, dove la separazione tra spettatori e attori è un limite invalicabile.

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