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Tutto quello che ti sei perso sulla Mostra del Cinema di Venezia 2020, polemiche comprese

Tutto quello che ti sei perso sulla Mostra del Cinema di Venezia 2020 polemiche comprese

La 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia, si è conclusa sabato 12 settembre 2020, con la premiazioni dei vincitori del Festival.

Dal 2 al 12 settembre 2020 la mostra si è svolta in perfetta sicurezza, rispettando le misure anti-covid,  al fine di evitare la presenza di assembramenti che avrebbero provocato la diffusione del virus.

Nonostante l’incertezza di celebrare il Festival, visto che la chiusura delle sale cinematografiche ha arrecato difficoltà economiche nel settore, si è deciso ugualmente di comunicare il cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria.

Il bilancio che si potrebbe tracciare alla chiusura di quest’insolita edizione della Mostra è tutt’altro che negativo: gli organizzatori, Roberto Cicutto e Alberto Barbera, hanno raggiunto in pieno l’obiettivo che si erano prefissati. Polemiche comprese?? L’assegnazione dei premi, infatti, ha lasciato non pochi dubbi.

La madrina del Festival è stata l’attrice Anna Foglietta, incaricata di condurre la cerimonia di apertura del 02 settembre e quella di chiusura del 12, con l’assegnazione dei premi, decretati da quattro giurie internazionali.

La giuria del Concorso Venezia 77 era composta da diverse personalità emergenti nel mondo dello spettacolo: la presidentessa, attrice australiana Cate Blanchett, l’attore americano Matt Dillon, la regista austriaca Veronika Franz, la regista britannica Joanna Hogg, lo scrittore italiano Nicola Lagioia, il regista tedesco Christian Petzold e l’attrice francese Ludivine Sagnier.

La giuria del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro è stata presieduta da Claudio Giovannesi e composta da Remi Bonhomme e Dora Bouchoucha.

Infine, la giuria della sezione Venice Virtual Reality è stata presieduta da Celine Tricart e composta da Asif Kapadia e Hideo Kojima.

 

Il Festival ha dimostrato anche per quest’edizione inedita di essere all’altezza, perché non è mancata la partecipazione di star più amate sul red carpet, e soprattutto la presenza di look glamour, eleganti, capaci anche quest’anno di creare chiacchiere tra il pubblico.

I look che hanno creato più stupore sono stati: l’abito di Alexander McQueen indossato da Cate Blachett, l’abito rosso in super palette firmato Dolce & Gabbana di Vanessa Incontrada, particolarmente sensuale è stata anche la giacca e pantalone di Matilde Gioli e infine l’abito mermaid-style firmato Armani indossato dalla cantante Levante.

Inoltre altre protagoniste che sono state elette come Leone d’Oro di stile, sono state senza dubbio la madrina del Festival Anna Foglietta, la cantante Elodie, Tilda Swinton e Vanessa Kirby.

Quest’ultime sono state anche le celebrity più twittate a livello mondiale..

 

Durante il Festival non potevano non essere protagoniste le chiacchiere e i gossip che si sono diffusi in poco tempo sul web.

La madrina di questa nuova edizione, Anna Foglietta, è stata vittima di un incidente non appena approdata al lido: complice la scollatura molto aperta della sua giacca, l’attrice è rimasta a seno scoperto.

Protagonista di un’altra gaffe è la compagna del campione Cristiano Ronaldo, Georgina Rodriguez, che stupisce il pubblico del Festival, indossando un tailleur bianco,firmato Ermanno Scervino,  ma la splendida argentina dimentica di togliere il cartellino del prezzo alla giacca.

In poco tempo, le immagini dell’etichetta sono diventate virali anche se questo lapsus non ha messo in secondo piano la bellezza di Georgina. Questi imprevisti, appena citati, destano meno clamore rispetto al bacio passionale e intenso, scambiato tra Elisa De Panicis e Mila Suarez, sul red carpet. Questo comportamento ha generato scandalo tra i social e ha fatto ricordare il bacio tra Britney Spears e Madonna agli Mtv Vma , avvenuto diciassette anni fa.

Questo bacio ha fatto letteralmente impazzire i fotografi ma allo stesso tempo ha fatto intervenire i guardiani del red carpet, che le hanno subito separate, al fine di proseguire il Festival senza problemi legati alle norme dell’emergenza sanitaria.

Dopo una lunga settimana di selezione da parte delle quattro giurie presenti, sabato 12 settembre sono stati decretati i diversi vincitori, consegnati dalla presidente di giuria Cate Blanchett.

E qui casca l’asino: non è la prima volta che una giuria rovina quanto di buono c’è stato nella settimana del festival (Scorsese non avrà certo dimenticato cosa successe a Quei bravi ragazzi) ma forse sarebbe il caso di aprire una riflessione un po’ più seria sulle ragioni che spingono a privilegiare il glamour al posto delle competenze. Soprattutto in chi ha il compito di attribuire premi importanti come i Leoni.

Molto, molto, MOLTO discussi sono stati i premi principali: miglior film e miglior regia.

Il Leone d’Oro di Venezia 77 è stato assegnato al film intitolato Nomadland, realizzato dal regista di nazionalità cinese Chloé Zhao, che vede come protagonista Frances McDormand, attrice già stata premiata per la miglior interpretazione, nel film Tre Manifesti a Ebbing, due anni fa.

Nel film vincitore, Frances McDormand interpreta una persona bordeline, che ritrovata senza lavoro, famiglia e spazio urbano decide di intraprendere un viaggio con il suo furgone al fine di sperimentare una nuova vita, come una nomade, lontano dalle convenzioni sociali.

Il leone d’argento per la miglior regia viene assegnato a Kiyoshi Kurosawa per il film Wife of a spy.

Nomadland non è stato per nulla giudicato un capolavoro dagli osservatori della manifestazione, ma un buon film medio, furbetto, ottimamente recitato ma diretto da una regista che sembra chiedersi solo se inquadrare un tramonto o scegliere l’alba.

Per non parlare del premio alla regia dato a un film inerte come il giapponese Wife of a spy, dove proprio la messa in scena latita dalla prima all’ ultima inquadratura.

La Coppa Volpi come miglior attore viene assegnata a Pierfrancesco Favino per la sua interpretazione in Padrenostro. Si tratta di un film autobiografico diretto da Claudio Noce, che vede l’attore nei panni del vicequestore Alfonso Noce, vittima di un attentato terroristico,avvenuto sotto casa sua a Roma, nel 1976.

A vincere lo stesso riconoscimento per la miglior interpretazione femminile è Vanessa Kirby, protagonista del Pieces of a woman, dove interpreta i panni di una donna in lutto per la perdita di suo figlio che la porterà ad affrontare un viaggio emotivo.

Infine il Gran Premio della giuria va a una delle opere più favorite, Nuevo Orden  del messicano Michel Franco, ambientato nell’immediato futuro, incentrato sulle disuguaglianze sociali.

Nella sezione Orizzonti viene assegnato a Pietro Castellito il premio per la sceneggiatura del suo primo film come regista I predatori.

Il Leone del Futuro per la miglior opera prima è stato assegnato a Listen di Ana Rocha de Sousache si è aggiudicato anche il Premio Speciale della Giuria nella sezione Orizzonti.

Si tratta di  un film che ha come centro il dramma di due genitori immigrati, portoghesi a Londra che vedono sottrarre i due figli dai servizi sociali, perché sono accusati di non poterli sostentare.

 

Come ha dichiarato il presidente di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, sono stati contenti per il premio attribuito al film italiano I predatori diretto da Pietro Castellito, un riconoscimento importante perché è stato il suo primo esordio come regista.

Un premio che sprona Rai Cinema a continuare ad investire energie e risorse a sostegno del cinema italiano ma il presidente, allo stesso tempo,  ha sottolineato che sono dispiaciuti e un po’ delusi perché i tre film, coprodotti da Rai Cinema presenti nel concorso ufficiale: Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, Notturno di Gianfranco Rossi, Le sorelle Macaluso di Emma Dante, non sono stati considerati come forse meritavano. “Tre opere molto diverse tra loro, ognuna con uno stile e un’identità ben definite e una propria voce forte, originale e autentica, come è stato ampiamente riconosciuto dalla critica italiana e internazionale.”

Queste sono state le parole pronunciate dal presidente di Rai Cinema che a concluso congratulandosi con l’attore Pierfrancesco Favino.

 

Questa mostra rimarrà un esempio positivo per tutto il mondo, soprattutto grazie alla capacità degli organizzatori di aver saputo gestire e coordinare un evento internazionale, in un momento fragile per l’umanità e per aver ridato una spinta di ripartenza a tutto il Cinema.

 

Articolo scritto da Chiara Denti

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