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Paul McCartney ricorda John Lennon pubblicando un brano inedito scritto da loro!

Paul McCartney ricorda John Lennon pubblicando un brano inedito scritto

da loro!

articolo di Chiara Denti

Il figlio di John Lennon e di Yoko Ono, Sean Lennon, ha intervistato Paul McCartney in ricordo della nascita del padre: Lennon avrebbe compiuto 80 anni il 09 ottobre 2020, assassinato l’8 dicembre 1980, fuori dalla sua abitazione a New York da Mark David Chapman.

L’intervista verrà trasmessa in uno speciale programma radiofonico intitolato “John Lennon At 80” che andrà in onda il 3 e il 4 ottobre sulla BBC Radio 2.

Paul McCartney racconta la vita privata dell’artista e il suo sfrenato successo rivivendo e ripercorrendo passo dopo passo la sua carriera, dichiarando come all’inizio alcuni brani non fossero per niente buoni. Lui stesso ha riferito: “In seguito abbiamo iniziato a scrivere canzoni leggermente migliori, poi abbiamo imparato insieme come farle e tutto è decollato”.

Il primo incontro tra Paul McCartney e John Lennon è avvenuto in ambito musicale: “Avevo quindici anni, era il 1957. Il mio amico del cuore Ivan non faceva che parlarmi di questo John che aveva diciassette anni e suonava in una band. Era il 6 luglio e andai ad una fiera organizzata dalla parrocchia. Ascoltai John cantare e poi Ivan me lo presentò: scivolai dietro al palco e feci ascoltare a John Lennon quella canzone, ‘Twenty fight rock’ che Eddie Cochran aveva pubblicato proprio quell’anno. Mi accompagnai con la chitarra cercando di fare una buon’impressione e a quanto pare funzionò. Due settimane dopo John mi chiese di entrare a fare parte dei QuarryMan: ero eccitatissimo.”

Lennon e McCartney sono entrati a far parte della storia della musica con la creazione Beatles, che hanno caratterizzato fortemente il decennio 1960-1970, diventando in pochissimo tempo un’icona culturale evocativa e un riferimento musicale per chiunque.

Il quartetto di Liverpool realizzò dei veri e proprio capolavori che entrarono nella storia del Rock, contribuendo a fondare le basi per lo sviluppo di questo genere.

La prima parte della loro carriera era prevalentemente caratterizzata da combinazioni musicali semplici e strutture liriche di base, riguardanti tematiche leggere. Fu solo nella seconda parte della loro carriera che diedero avvio ad opere sempre più sperimentali, incrementando la loro identità musicale.

Nonostante il successo conseguito, il gruppo presentava all’interno continui dibattiti e screzi, in particolare da parte di John Lennon e Paul McCartney. In poco tempo le notizie si diffusero spingendo così il quartetto in un vortice mediatico che continua a creare diatribe ancora oggi.

Non esiste un motivo concreto per cui John Lennon lasciò i Beatles; la sua decisione fu il frutto di una serie di fattori che influenzarono fortemente la sua scelta.

Durante l’intervista radiofonica, Paul McCartney ha descritto in maniera più distaccata la dichiarazione dello scioglimento dei Beatles e in particolare ha riportato quanto la presenza di Yoko Ono influenzasse la vita di John Lennon.

“C’è stato un incontro in cui John è venuto e ha detto: Ehi ragazzi, sto lasciando il gruppo”.

Nel corso degli anni, Lennon e McCartney hanno instaurato un forte legame non solo in ambito musicale ma anche a livello personale. Però nel tempo la loro amicizia è collassata soprattutto con l’arrivo del figlio di Lennon, Sean.

Il cantante Lennon, in un’intervista, prima di morire, spiegò il rapporto con Paul dichiarando come fosse cambiato negli ultimi tempi con queste parole: “Lo facevo sempre entrare, ma alla fine gli chiesi se potesse avvisarmi prima di arrivare in casa mia. Avevo delle priorità ed un figlio appena nato, per cui un minimo di preavviso sarebbe stato comodo”.

Il motivo per cui John Lennon lasciò i Beatles, quindi, va ricercato nella sua esigenza di spingersi oltre i suoi limiti, esplorando nuovi generi in campo artistico, soprattutto più prestigiosi.

Fra i partecipanti all’intervista sarà presente anche il figlio maggiore di John Lennon, Julian Lennon, avuto da una precedente relazione con la ex moglie Cynthia Powell, e un caro amico del cantante scomparso, Elton John. È la primissima volta che Sean Lennon e Julian Lennon parlano del padre in una trasmissione.

Durante l’intervista il sir Paul ha suonato anche una delle primissime canzoni firmate Lennon-PaulMcCarteney “Just fun”, un brano che non è mai stato registrato in un disco ma che può essere ascoltato, solo un frammento, guardando il film “Let it be – Un giorno con i Beatles” (documentario del 1970). A essere pignoli “Just Fun” non è un brano propriamente sconosciuto: Paul infatti l’ha suonato più di una volta durante i soundcheck dei suoi concerti da solista, ma nessuno l’ha mai ascoltato per davvero. Paul ha deciso di suonare questa canzone rispondendo alla domanda di Sean che gli chiedeva se ci fossero state delle canzoni dei Beatles scartate perché non ritenute idonee. Solo i fan più accaniti conoscono questo brano, scritto probabilmente tra la fine de 1957 e l’inizio del 1958. Il brano sarà rilasciato ufficialmente il 9 ottobre, giorno del compleanno di John.

Durante l’intervista speciale, la vita del cantante verrà ricostruita mettendo in evidenza tutti gli aspetti della sua incredibile carriera.

Dopo lo scioglimento della band, John Lennon si è rivelato il “cantautore” più completo dei quattro, riuscendo a collezionare una serie di canzoni che resteranno negli annali della musica, da “Imagine” a “Jealous Guy”, da “Mind Games” a “Woman”.

Allo stesso tempo la sua esperienza da solista è stata caratterizzata da numerose vicende personali, in particolare a creare forti dibattiti, è stata la relazione con l’artista giapponese Yoko Ono, una personalità complessa e controversa.

Molti pensano ancora che ad aver deviato la vita artistica del cantante John Lennon sarà proprio la seconda moglie.

A 40 anni dall’omicidio, Mark David Champan ha chiesto scusa alla moglie del cantante descrivendo il suo gesto come un atto di egoismo e di autocelebrazione. Lui ribadisce che non ha ucciso perché era John Lennon ma perché era famoso e popolare, quindi il suo comportamento è stato dominato da molta invidia e gelosia. Inizialmente Champan si definiva ossessionato dai Beatles, in particolare da John Lennon, però all’improvviso la sua idealizzazione nei confronti della band si è trasformata in un gesto violento e criminale.

Chapman sparò quattro volte al leader dei Beatles e dopo l’accaduto ammise subito la sua responsabilità. Era una persona che soffriva di disturbi mentali: era un tossicodipendente, estremista religioso, capace di commettere comportamenti antisociali; per questi motivi verrà ricoverato

in una struttura ospedaliera.

Chapman ha sempre riconosciuto che meriterebbe solo la pena di morte per quel che ha provocato e non gli spetterebbe alcun beneficio: “Se scegliete di lasciarmi in prigione per il resto della mia vita, non ho niente da eccepire”.

La commissione del centro correzionale di New York ha infatti respinto la sua richiesta di libertà condizionata, ritenuta imperdonabile in quanto il suo atto violento ha causato non solo dolore alla famiglia, agli ex membri del gruppo ma anche al mondo intero. Nella sentenza che ha respinto per l’ennesima volta la richiesta di libertà si legge “è incompatibile con il benessere della società”. Chapman avrà la possibilità di richiedere la libertà fra tre anni.

Dopo l’omicidio di Lennon anche i membri del gruppo hanno vissuto un periodo di dolore, che ha condizionato profondamente le loro vite poiché avevano molte restrizioni in ambito pubblico.

Per esempio George Harrison fu costretto a rifugiarsi nella sua casa a Henley-on-Thames.

Nonostante questo, verrà aggredito e accoltellato nel 1999 da Michael Abrams, il quale fu accusato di tentato omicidio, inoltre venne ricoverato in una clinica perché considerato malato di mente.

La moglie Yoko Ono si è sempre opposta in tribunale di garantire la libertà all’assassino.

In un’intervista al Daily Beast risalente al 2015 confessò di essere molto preoccupata all’idea che Chapman potesse circolare liberamente senza nessuna restrizione. In merito alla questione, sottolineò: “Lo ha fatto una volta, potrebbe rifarlo. A me, a Sean, o a chiunque altro”.

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