You & Me luce e gas partner di SMradio per l’energia

Un viaggio alla scoperta del mondo del Musical: da “The Jazz Singer” a “La La Land”

Un viaggio alla scoperta del mondo del Musical: da “The Jazz Singer” a “La La Land”

di Chiara Denti

Il Musical è uno spettacolo teatrale in cui la parte recitata è integrata da canzoni e cori, passi di danza e da strumenti musicali. Il genere si sviluppò negli Stati Uniti, soprattutto nei teatri di Broadway e a New York, nella prima metà del Novecento.

Il musical cinematografico nacque nel 1927 con il primo film sonoro prodotto dalla Warner Brothers, “The Jazz Singer” diretto da Alan Crosland.

La pellicola inaugurò una nuova formula di fare cinema composta da dialoghi, accompagnamento musicale e canzoni. Nel corso di questi anni le case cinematografiche di Hollywood decisero di inserire all’interno del genere musical anche i ballerini così che potessero animare la scena non solo con la voce ma anche con coreografie eccezionali.

La coppia che ha caratterizzato il mondo del musical con i loro passi di danza fu quella composta tra Fred Astaire e Ginger Rogers che diede origine a diversi capolavori come “Cerco il mio amore” (1934), “Cappello a cilindro” (1935), “Voglio danzare con te” (1937).

Un’altra coppia, tutta al maschile, è quella tra il ballerino, coreografo e regista Gene Kelly e il ballerino e regista “Stanley Donen” che insieme hanno dato vita al famoso musical del 1952 “Singing in the rain”.

La storia è ambientata attorno agli anni Trenta del Novecento, quando ci fu il passaggio dal cinema muto a quello sonoro, una svolta che rinnovò tutto l’impianto cinematografico; i due registi hanno messo in scena un musical a tutti gli effetti perché hanno saputo intrecciare dialoghi dei personaggi con momenti di tip-tap, balletti acrobatici e comicità.

 

Nel 1932, “Of thee I sing” fu il primo musical a ottenere un premio Pulitzer per il teatro. Nell’opera, gli autori, i fratelli Ira e George Gershwin, mettevano in scena una satira della situazione politica contemporanea.

 

Negli anni Cinquanta ci furono diversi compositori che si dedicarono alla stesura di canzoni per il musical, tra cui Leonard Bernstein, che scrisse la musica per “West Side Story”, la storia in chiave di moderna dell’opera di Shakespeare Romeo e Giulietta.

Questo musical è fortemente orchestrato e ampiamente centrato sulla danza, ed ottenne un enorme successo anche nella successiva versione cinematografica risalente al 1961.

“West Side Story” diede dimostrazione che gli interpreti di un musical dovessero possedere un talento poliedrico, perché contemporaneamente dovevano recitare, cantare e danzare.

 

Nel 1954 un musical che divenne un cult che viene riproposto, ogni anno, in tv durante il periodo natalizio è “Sette spose per sette fratelli”.

Si tratta di un musical con riferimenti western e con fortissimi inserti comici di una buffoneria clownesca e quasi infantile; gag da comica muta, che Donen poi riprenderà nei suoi film successivi, e che fanno di questa pellicola un perfetto spettacolo per tutta la famiglia.

Il film ottenne quattro nomination all’Oscar, tra cui quella per il miglior film, e fu poi premiato dall’Academy Award con la statuetta per la migliore colonna sonora.

 

Nel 1965 un’altra pellicola che ha segnato un importante traguardo nel filone musical internazionale è “Tutti insieme appassionatamente” diretto da Robert Wise e tratto da un romanzo ispirato alla vera storia della famiglia Von Trapp.

Nel 1966 si aggiudicò il Premio Oscar per la Miglior colonna sonora, attribuita al compositore americano Irwin Kostal, il quale si era già appropriato di una statuetta nel 1962 con l’altro indimenticabile musical West Side Story.

 

Nel 1968 esordì a Broadway “Hair”, il musical che diede lancio a un nuovo genere di rappresentazione: l’opera-rock. “Hair” acquistò successo grazie all’esuberanza compositiva, all’ingegnosità teatrale e all’accento posto sulla musica rock.

In particolare, affronta la guerra del Vietnam, un preciso momento storico per gli Stati Uniti, svincolando definitivamente il look Hippie.

 

Nel 1978 “Grease” noto come “Brillantina”, è il musical che è stato portato al successo da John Travolta e Olivia Newton John. Sullo sfondo è presente l’adolescenza di quel tempo, tra motori, coreografie di ballo diventate popolari, sulle note di una colonna sonora che ha conquistato una nomination al Premio Oscar nel 1979, con il brano “Hopelessly Devoted to You” di John Farrar.

 

Negli anni Ottanta del Novecento, arriva sullo schermo “Dirty Dancing – Balli proibiti, trainato anche da una colonna sonora storica che ha fatto impazzire milioni di fan in tutto il mondo.

Eleanor Bergstein, la sceneggiatrice di “Dirty Dancing – Balli proibiti”, dichiarò che per creare i personaggi di Baby e Johnny, i protagonisti della pellicola, si era ispirata ad una storia vera: entrambi sono stati influenzati dalla vita della stessa Bergstein.

 

Arriviamo ai giorni nostri dove i musical sono diventati sempre più spettacolari grazie anche all’evoluzione dei mezzi tecnologici.

 

Nel 2001 è la volta di “Moulin Rouge”, ispirato all’opera “La traviata” di Giuseppe Verdi.

La pellicola è considerata un musical atipico perché i brani cantati non sono opere originali, ma rivisitazioni di alcuni dei brani storici della musica pop interpretati dal cast; in particolare i due attori protagonisti Nicole Kidman e Ewan McGregor stupirono il pubblico con le loro doti canore non essendo dei cantanti professionisti.

 

Nel 2008 “Mamma Mia” è un musical che riprende le canzoni degli ABBA, e in particolare quella che è divenuta la colonna sonora Mamma mia, brano del 1975, con un cast spettacolare (Meryl Streep, Colin Andrew Firth, Pierce Brendan Brosnan) ottenendo 2 candidature a Golden Globes.

Il musical è stato riproposto dieci anni dopo, riportando in scena lo stesso cast: “Mamma Mia ci risiamo”.

Un altro musical che è stato rivisitato a cinquant’anni di distanza dalla pellicola originale di “Mary Poppins” è il sequel “Mary Poppins Returns”, targato Disney, si tratta di una di quelle operazioni di recupero della memoria cinematografica.

 

Nel 2016 arriva sullo schermo “La La Land” una moderna versione della classica storia d’amore ambientata a Hollywood, resa più intensa da numeri spettacolari di canto e danza.

Agli Oscar 2017 si è guadagnato sei statuette: miglior regista, miglior attrice protagonista Emma Stone, miglior fotografia, miglior scenografia, miglior colonna sonora, miglior canzone originale.

 

Nel 2017 il musical “The Greatest Showman” porta in scena l’impresario, businessman, editore, politico, filantropo Phineas Taylor Barnum, concentrandosi maggiormente sulla sua vocazione di entertainer.

La canzone This Is Me ha vinto il Golden Globe per la migliore canzone originale e ha conquistato una nomination al Critics’ Choice Movie Award alla miglior canzone e Grammy Award per la miglior canzone scritta.

 

Il musical è stato una formula davvero innovativa e soprattutto di successo perché ha saputo coniugare diverse capacità artistiche, che un attore dovrebbe già possedere, a prescindere dal genere in cui si cimenta.

Con l’evoluzione della tecnologia, sono nati anche film d’animazione musicali, come Frozen del 2013, che ha attirato l’attenzione non solo dei bambini ma anche degli adulti, soprattutto per le canzoni che accompagnano le vicende di Elsa e Anna.

 

Di fronte a questa carrellata di Musical, appartenenti a diverse generazioni, tutti avranno ricordato una scena particolare, un verso di una canzone o un dialogo che è entrato nella storia del cinema. Come ricorda Mary Poppins: “Tutto è possibile! Persino l’impossibile”.

Utilizziamo Cookie propri e di terzi per offrirti la migliore esperienza d'uso possibile, secondo le tue preferenze. Se continui con la navigazione, consideriamo che accetti il loro utilizzo.