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Cristiano

Il mio primo ricordo è quello di me, lacrime agli occhi, che a tre anni circa butto il ciuccio nella spazzatura, con i miei seduti sul divano della cucina che mi chiedono se ne sono sicuro. Lo ero. Forse l’unica, e ultima, decisione presa con sicurezza. Da lì in poi alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” non ho mai saputo rispondere con certezza: l’archeologo, il giocatore di basket, nulla, il tester di videogiochi, il casalingo, il cuoco, l’ingegnere informatico, stare seduto ad una scrivania a dire alle persone cosa fare. A quella domanda continuo a non saper rispondere con sicurezza, ma quello che voglio fare adesso è la radio.

Apritore di parentesi per natura, parlare, ascoltare, creare un emozione, un legame, con un pensiero, con una storia raccontata, è appagante, utilizzare il media caldo per eccellenza e forse la cosa che adesso più mi rende felice. E con la sicurezza di un bimbo che vuole crescere, che con le lacrime agli occhi butta il ciuccio nella spazzatura, quello che voglio fare adesso, ora, è parlare ad un microfono e dire tutto quello che mi passa per la testa (magari non tutto tutto eh!).

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