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Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l’arrivederci ad expo 2017

Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l'arrivederci ad expo 2017Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l’arrivederci ad expo 2017

Grande festa a Milano per la chiusura di Expo 2015. Sul palco dell’Open Air Theatre San Carlo sono state consegnate le bandiere ad Astana, la città kazaka che ospiterà l’evento nel 2017, e a Dubai per la manifestazione del 2020. Gran cerimoniere della giornata conclusiva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La sfida è stata vinta da un’Italia che, quando si unisce in un impegno comune, sa esprimere grandi doti”.

Dopo 184 giorni chiude l’Expo 2015: 21 milioni le persone che hanno partecipato all’evento (7 milioni i visitatori stranieri e oltre 2 milioni di studenti). Sono passati 6 mesi e, come da programma, oggi 2 novembre inizieranno i lavori di smantellamento, poi ciascuno andrà incontro al proprio destino. Alcuni saranno “riciclati” nei Paesi di origine, altri verranno battuti all’asta. Intanto l’Angola si aggiudica il premio per il miglior padiglione.

Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l'arrivederci ad expo 2017Considerati i non pochi soldi spesi, buona parte dei Paesi ricicleranno, in patria o altrove, il proprio padiglione. I quattro silos della Svizzera diventeranno serre urbane in altrettanti cantoni elvetici. Il giardino botanico del Bahrain tornerà a lussureggiare nel Paese arabo. L’oasi del Padiglione degli Emirati Arabi Uniti sarà ricollocata a Masdar City. Mentre le sfere dell’Azerbaijan diventeranno un centro per la tutela della biodiversità nella capitale, Baku.

Alcuni padiglioni saranno riutilizzati per scopi sociali e progetti di cooperazione internazionale: il padiglione Don Bosco diventerà un centro giovanile in Ucraina, i container che compongono lo spazio del Principato di Monaco ospiteranno un centro della Croce Rossa in Burkina Faso. Il villaggio della onlus Save The Children troverà collocazione nel campo profughi di Jarahieh, in Libano. Il padiglione Coca Cola, che ha le dimensioni di un campo da basket regolamentare, resterà invece a Milano, per diventare un centro sportivo.

I Paesi che non riutilizzeranno le proprie strutture, come impongono le regole di Expo, dovranno comunque riciclare le parti in legno e quelle in ferro dei Padiglioni. E così il legno pregiato utilizzato per costruire i “semi” della Malesia, il teak, dopo lo smantellamento sarà rivenduto in Italia. Fine simile farà la struttura del padiglione Colombia, che sarà riciclata e reimpiegata in Italia per future costruzioni.

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Molti Stati hanno poi deciso di donare le parti “simbolo” dei loro padiglioni: gli alberi più imponenti dell’Austria saranno ripiantati in una foresta nei pressi di Bolzano; l’alveare della Gran Bretagna diventerà un’opera d’arte urbana in patria; le colonne del Vietnam saranno donate al Comune di Alassio, in Liguria.

Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l'arrivederci ad expo 2017E poi ci sono quelli che proveranno a vendere le loro strutture, tutte o a pezzi. E’ il caso del Brasile, che metterà all’asta anche l’ormai famosa rete, e del Belgio. Saranno totalmente demoliti, invece, i padiglioni di Cina, Germania, Spagna, Thailandia, Qatar e Uruguay.

Infine ci sono le strutture che resteranno: Palazzo Italia, Padiglione Zero e l’Albero della Vita. “L’Albero della Vita, dopo essere stato il suo punto principale di attrazione, al centro dell’attenzione dell’area espositiva, rappresenta simbolicamente la sua eredità. L’immagine di questo albero, con le radici ben piantate nella terra, i rami rivolti verso l’alto, la sua struttura carica di tecnologia ed espressione di molteplici conoscenze, è ormai divenuta familiare. Mi auguro che rimanga come testimonianza della rete di intelligenze e di solidarietà che Milano ha messo in campo nell’arco di questi sei mesi”, ha aggiunto il Capo dello Stato durante la cerimonia di ieri. Destino ancora incerto per Israele e per il Padiglione The Waterstone di Intesa Sanpaolo. Quest’ultimo, in particolare, potrebbe restare a Rho-Pero o essere ricollocato a Milano.

Premi: Non solo il padiglione dell’Angola ha ricevuto un premio nell’ambito dei Class Expo Pavilion Heritage Awards. La Repubblica Popolare Cinese si è aggiudicata il riconoscimento dedicato alla Recuperabilità del padiglione. Il premio dedicato al Miglior Cluster è stato assegnato a quello delle Zone Aride, il cui concept si basa sull’immagine della sabbia nel deserto.
Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 Expo 2015 saluta dopo 184 giorni: il destino dei padiglioni e l'arrivederci ad expo 2017Come migliore padiglione di un Unico Prodotto Alimentare è stato riconosciuto il Padiglione del Vino progettato da Italo Rota. Il padiglione di New Holland Agriculture, The sustainable farm pavilion, ha ottenuto il riconoscimento come miglior Padiglione Corporate. A Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero, è stato assegnato il Premio Speciale al Personaggio Expo.

E ancora: al padiglione di Monaco è stato assegnato il Premio Speciale di Laureate. Infine, è stato nuovamente il pavilion dell’Angola ad aggiudicarsi il Premio Speciale World Association of Agronomists. Ha preceduto nella graduatoria i padiglioni di Colombia e Marocco.

Ah, un piccolo PS: Expo 2015: 18 miliardi spesi e incassati 410 milioni…

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