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Teatro 2.0, puntata di lunedì 23 dicembre

Teatro 2.0, puntata di lunedì 23 dicembre

Oggi, 23 dicembre, nuova puntata de “il teatro 2.0”,  il nuovo programma del lunedì sera alle h 21.00 che nasce da un’idea di Roberto Piano e Luca Cecchelli, che ne è anche conduttore.

questi gli ospiti confermati, con i quali parleremo di libri:

Flavio Oreglio (cabarettista e Presidente dell’Archivio storico del cabaret) per parlare del suo ultimo libro L’arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano (2019)

Clarissa Egle Mambrini (Referente promozione e scuole del Teatro Carcano), autrice del libro Il giovane Strehler (2013)


Un’importante indagine condotta dal comedian lombardo Flavio Oreglio, che si avvale di oltre 150 foto e di interviste esclusive ai protagonisti ancora viventi di un’epoca mitica, frutto delle ricerche storiche dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano, di cui l’autore è fondatore e direttore.

«Chi erano i cabarettisti? Lo ricorda benissimo l’autore di questo libro-documento che dovrebbe far arrossire chi ha raccontato altro sulla nascita e l’affermarsi di questa forma di spettacolo» – Enrico Intra

«Un libro come questo è importante: recupera e documenta una storia assai poco raccontata, prima ancora che dimenticata» – Saverio Raimondo

C’è una storia che attraversa la cultura dalla fine dell’Ottocento a oggi ed è fatta di parole, poesia, musica, pittura e canzoni. Una storia di personaggi deflagranti e intento artistico alto – da Toulouse-Lautrec a Cochi e Renato, da Giorgio Gaber a Filippo Tommaso Marinetti, da Manet a Dario Fo, passando per Enzo Jannacci, Paul Gauguin e molti altri – che ha prodotto capolavori artistici assoluti, sperimentando nuovi linguaggi alimentati da un sano ribellismo delle idee. È la storia del cabaret, che in Italia non è mai stata raccontata e che dimostra che questo genere non ha niente a che vedere con i comici, anche se nel cabaret si ride, e che non è solo un luogo e una forma di spettacolo: il cabaret, infatti, è una delle più evolute manifestazioni di quella che potremmo definire “arte ribelle”, frutto di un’indole libertaria e figlia irriverente del libero pensiero, da sempre ribollente nell’underground della storia dell’umanità. Prefazione di: Enrico Intra, Roberto Carusi, Tinin Mantegazza e Roberto Brivio. Postfazione di Saverio Raimondo.


Il nome di Giorgio Strehler, ritenuto il Regista per antonomasia, è abitualmente associato al Piccolo Teatro, fondato nel 1947, e alla città di Milano. Il suo esordio alla regia, però, avvenne prima, durante la guerra, con due spettacoli rappresentati a Novara. Riscoprire quegli eventi, indagarne le origini e le conseguenze e analizzarne il contesto diventa l’occasione per approfondire un periodo umano e professionale poco conosciuto dell’artista triestino – allora attivo anche come attore e teorico teatrale – nonché la vita culturale di Novara e di Milano e la realtà teatrale italiana della prima metà del Novecento, fra tradizioni dure a morire e novità che faticavano a radicarsi. Con questo libro, anche attraverso documenti riportati alla luce dopo un lungo oblio e grazie ad un nutrito apparato iconografico, si intende valorizzare il breve ma significativo legame fra Strehler e la città piemontese, che fu l’inizio promettente di una lunga carriera.

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