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Teatro 2.0, puntata del 27 gennaio 2020, spettacoli e promo biglietti

Teatro 2.0, puntata del 27 gennaio 2020, spettacoli e promo biglietti

PROMOZIONI TEATRO 2.0

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Puntata del 27 gennaio 2020 de “il teatro 2.0”: il consolidato programma del lunedì sera alle h 21.00 che nasce da un’idea di Roberto Piano e Luca Cecchelli, che ne è anche conduttore.

questi gli ospiti confermati:

  • *        Eraldo Moretto (attore) per parlare dello spettacolo Il Vizietto
    (Teatro Nuovo, dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020)

    *        Stefano Orlandi (attore) per parlare dello spettacolo Roba minima
    s’intend! (Teatro Manzoni, 28 gennaio)

    *        Gennaro D’Avanzo (direttore artistico) per parlare del Teatro
    Villoresi di Monza e dello spettacolo Sul lago dorato (Teatro Villoresi, dal
    29 febbraio al 1° marzo 2020)


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Ellevispettacoli  e il Teatro Nuovo di Milano sono lieti di annunciare la loro nuova produzione dal titolo “IL VIZIETTO”.

 

Tratto dalla commedia LA CAGE AUX FOLLES di Jean Poiret

In scena al Teatro Nuovo di Milano dal 24 Gennaio al 2 Febbraio 2020

 

Il titolo è reso celebre dall’omonimo film del 1978 di Édouard Molinaro, che è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale di Jean Poiret.L’opera “La Cage Aux Folles” debuttò nel 1973 e venne poi replicata per cinque anni consecutivi al Palais-Royale di Parigi. Successivamente all’uscita del film “Il vizietto” nel 1983, Jerry Herman realizzò un musical sull’opera, curandone la musica e i testi, mentre Harvey Fierstein curò il libretto. Il musical statunitense mantenne lo stesso titolo dell’opera teatrale anche se per molti è noto col titolo “Piume di Struzzo”.

In tutte e tre le versioni Il titolo si rifà al nome dal locale “drag” di Saint Tropez, che i due protagonisti dell’opera gestiscono. Nello specifico la traduzione letterale de “La Cage Aux Folles” sarebbe “La Gabbia Delle Matte”.

L’attore francese Michel Serrault interpretò il ruolo di Albin Mougeotte sia per la versione teatrale sia per l’adattamento cinematografico. Nel film ad affiancare Serrault, troviamo l’intramontabile Ugo Tognazzi. Il film riscosse molto successo, sia in Italia che all’estero, tanto da valersi 4 nomination all’oscar e la vincita come miglior film straniero (Francia) al Golden Globe.

Nella nostra versione italiana a salire sullo storico palco di Piazza San Babila, saranno Claudio Insegno e Eraldo Moretto. Insegno oltre a curare la regia interpreterà il ruolo di Renato, e Moretto, che gli farà da spalla, sarà Albin.

Renato ama la sua vita, convive da anni, ed è impresario di uno dei locali più alla moda di Saint-Tropez e ha ‘il vizietto’ per le donne. Niente di strano, penseranno molti! Peccato che Renato sia…omosessuale dichiarato, convivente con un altro uomo da anni, l’eccentrico Albin nota ‘drag-queen’ con il nome di Zaza Napolì. Renato è infatti proprietario di un night di spettacoli ‘en travesti’. Per colpa di quella sua tendenza verso le donne, Renato, ha anche un figlio, che ha cresciuto insieme ad Albin, chiamato Laurent. Una sera questi avverte il padre che si sta per sposare con la dolce Adrienne. Il problema è che questa è figlia di Simon Charrier, segretario del ‘Partito dell’ordine morale’, dallo spirito ovviamente bigotto e conservatore, contrario invece alle nozze. Laurent spiega a Renato di aver detto la verità alla futura moglie, ma questa, per ovvi motivi, ha dovuto mentire al padre riguardo la famiglia del suo promesso sposo, dicendo loro che è figlio di un diplomatico. Mentre Laurent, quindi, cerca di convincere i suoi ‘genitori’ a dover fingersi ciò che non sono, ghettizzando quindi Albin; Simon è coinvolto in uno scandalo, poiché il presidente del suo partito viene trovato morto fra le braccia di una prostituta minorenne e di colore. L’unica soluzione per riavere dignità, pensa la madre di Adrienne, è un bel matrimonio in bianco. Decidono perciò di andare a trovare i futuri suoceri. In poco tempo, Renato e Laurent devono convincere Albin a farsi da parte o a fingersi più mascolino: cosa impossibile. In una serie di peripezie, viene messa nella trama anche la vera madre di Laurent, che non lo vede da molti anni perché ha intrapreso la strada della carriera: personaggio sgradito al figlio e, soprattutto, al gelosissimo Albin. Cosa succederà, soprattutto se la donna desse buca e Simon si aspettasse di conoscere…la madre di Laurent?

È uno spettacolo da vedere, sempre al passo con i tempi, che al giorno d’oggi potrebbe ancora insegnare tanto.

 

 

IL VIZIETTO

Commedia

Dall’opera “La Cage Aux Folles” di Jean Poiret

 

con

 

RENATO – Claudio Insegno

ALBIN – Eraldo Moretto

SIMON – Guido Ruffa

JOSE – Mirko Darar

LOUISE – Alessandra Sarno

MERCEDES – Andrea Carli

FRANCIS – Giorgio Centamore

LAURENT – Niccolò Umberto Minonzio

SALOMÈ – Francesco Bianchini

CLAIRE – Giovanna Lupo

ADRIENNE – Eleonora Saitta

 

CAST TECNICO

SCENOGRAFIE Francesco Fassone

DIREZIONE ARTISTICA Giulio Pangi

SERVICE Marco Caccialupi

COSTUMI Francesca Cionti

SARTA Sara Bernacchi

 

REGIA CLAUDIO INSEGNO

 

 

Prodotto da ELLEVISPETTACOLI SRL

Produzione Distribuzione Comunicazione: Laura Vitali e Francesco Tomasi

Direzione tecnica: Paolo Dell’Era

Ticketing: Giovanni Ronca

Amministrazione: Maura Pevere, Gloria Vitali

 

 


 

28 gennaio 2020 ore 20,45

Atir Teatro Ringhiera
presenta

 

STEFANO ORLANDI

in

ROBA MINIMA, S’INTEND!

Concerto MalincoMico

 

Omaggio a Enzo Jannacci

 

di Stefano Orlandi

canzoni di Enzo Jannacci

contaminazioni letterarie di Beppe Viola, Franco Loi, Giovanni Testori, Walter Valdi

 

Massimo Betti chitarra – Stefano Fascioli contrabbasso – Giulia Bertasi fisarmonica

scene Maria Spazzi – costumi Federica Ponissi – luci Alessandro Verazzi – immagini Pietro Paroletti

 

Lo spettacolo-concerto è un percorso di musica, parole e immagini intorno alla figura del cantautore milanese e della Milano che egli ha raccontato nelle canzoni fin dagli anni ’60. La Milano dei quartieri con i suoi mille personaggi stravaganti e surreali: i “pali” dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a “cercare i sò danée”, le balere di periferia dove c’è sempre chi “per un basin” avrebbe dato la vita intera. I sogni e le miserie di chi sta ai margini di una società che corre troppo veloce, incurante degli ultimi. Il boom economico con le sue contraddizioni, con “Vincenzina” che vuol bene alla fabbrica, con quello che “prendeva il treno per non essere da meno” e chi davanti a un documento di residenza “gli viene in mente tutta l’infanzia”. C’è chi insegue una storia d’amore: “roba minima, s’intend, roba de barbun!”. E poi c’è chi, nonostante tutto, ride, e ride di gusto perché “sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale”.

 

Jannacci è stato sempre dalla parte degli ultimi, dei balordi, li ha cantati con il cuore in gola, nei suoi versi c’è la speranza che non si arrende. Jannacci racconta l’avventura umana attraverso piccole storie di personaggi affamati di fantasia, ma con i piedi ben piantati nel delirio quotidiano della realtà. Nelle sue canzoni c’è il mondo visto con gli occhi di un clown: un clown moderno, “allampanato, fulmineo e folle”, dove il riso e il sorriso si mescolano con la malinconia dei ricordi, con la tristezza e anche con la rabbia per un mondo che non è certo il migliore dei mondi possibili, ma l’abbiamo fatto noi, e in questo mondo ora ci tocca vivere. Proprio come un clown, Jannacci ha la capacità di stupire, di creare atmosfere poetiche, di inventare incantesimi, di far ridere e piangere allo stesso tempo.

 

Canzoni comiche e malinconiche, ovvero malin-comiche.

Le canzoni sono introdotte, seguite, contaminate dalle parole di alcuni autori milanesi che, per assonanze logiche e illogiche, danno vita a una carrellata di personaggi eccentrici, surreali, timidi o inquieti, ma sempre densi di quella umanità semplice e schietta di cui erano ricche le periferie popolari e le case di ringhiera della Milano negli anni ‘50-‘60. Si va da Beppe Viola, giornalista sportivo e ironico scrittore, grande amico di Jannacci, con il quale ha composto oltre a diverse canzoni anche la sceneggiatura del film di Monicelli “Romanzo popolare”, passando per Walter Valdi, uno dei capostipiti del cabaret milanese, autore tra l’altro di alcune canzoni portate al successo da Jannacci (Faceva il palo, La ballata del Pittore); si incontra la periferia milanese raccontata da Giovanni Testori nel ciclo di opere detto “I segreti di Milano” per giungere alla poesia di Franco Loi, un genovese approdato da bambino a Milano di cui oggi ne è forse il più autorevole poeta dialettale.

 

L’accompagnamento musicale, nonché gli arrangiamenti, sono affidati a Massimo Betti (chitarra), Stefano Fascioli (contrabbasso), Giulia Bertasi (fisarmonica), musicisti milanesi con diverse esperienze sia nel campo del jazz che della musica per il teatro.

Roba minima, s’intend! – pur avendo il suo cuore pulsante nelle canzoni di Jannacci – è a tutti gli effetti uno spettacolo teatrale dove la semplice ma suggestiva scenografia di Maria Spazzi e le luci di Alessandro Verazzi evocano una città: Milano, avvolta nella nebbia e abitata dai personaggi che vengono via via interpretati da Stefano Orlandi con ironia e leggerezza.


GENNARO D’AVANZO

Attore, diplomato al Filodrammatici di Milano.

É stato tra i volti più famosi della televisione italiana fino a quando, nel 1978 diventa il direttore teatrale più giovane d’Italia.

35 anni di direzione artistica al Teatro San Babila di Milano, negli ultimi anni ha ridato vita al Politeatro di Milano e al Teatro Imperiale di Guidonia Montecelio. La sua esperienza è preziosa per la Soldout srl, con la quale gestisce produzioni teatrali in tutta Italia. Importante il suo impegno nel sociale, con iniziative di promozione culturale e di beneficienza rivolte ai meno abbienti.

Nel 2010 è l’ideatore della trasmissione televisiva “Milano a Teatro”.

Nel 2011 Ambrogino d’Oro per la sua attività di promozione culturale del teatro a Milano.

Al Teatro Villoresi porta una vitalità da rinascita totale, in soli 3 mesi dall’inaugurazione, i suoi spettacoli hanno registrato soldout in tutte le date e richiamato l’attenzione dei media e della città di Monza, che accoglie con entusiasmo le iniziative del Villoresi, unica sala teatrale del centro storico.

SUL LAGO DORATO
La pièce narra di un professore in pensione interpreto da Gianfranco D’Angelo che alla vigilia dei suoi ottant’anni ospita la figlia, Barbara Bouchet e la nipote, Fiordaliso, nella sua villa nel New England. Tra il vecchio e il ragazzo, dopo le schermaglie iniziali e l’immancabile conflitto generazionale, nasce un grande affetto che continuerà ben oltre quell’estate.
La commedia divenne celebre perché fu portata sullo schermo nel 1981 dal regista Mark Ridell con l’interpretazione di due mostri sacri, Henry Fonda e Katherine Hepburn – che vinsero entrambi l’Oscar – oltre che di Jane Fonda. Ora viene riproposta in una veste riadattata e con interpreti molto conosciuti dal grande pubblico.

É una commedia divertente e sentimentale che interessa tre generazioni. La ricchezza dei dialoghi, che proviene dalla situazione affettuosamente conflittuale tra i personaggi e il linguaggio del protagonista maschile, completamente spiazzato dal nuovo e moderno modo di parlare adottato dal nipote, creano di continuo situazioni di divertente conflitto tra i diversi antagonisti. Ma è anche e soprattutto un ironico ed affettuoso sguardo a mondi diversi che si ritrovano al di là delle convenzioni sociali e delle età, una commedia di divertente ironia e sentimenti che ha fatto sognare tantissimi spettatori.

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