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La musica nell’era digitale: il suo potere perenne di saper comunicare emozioni

La musica nell’era digitale: il suo potere perenne di saper comunicare emozioni

di Chiara Denti

Con l’avvento dell’era digitale, la nostra società ha subito una serie di mutazioni a livello sociale, culturale, tecnologico, conferendole così un volto nuovo ed innovativo, capace di stravolgere lo stile di vita delle persone.

Una vera e propria rivoluzione si è sviluppata anche in campo musicale perché sono cambiate le abitudini di fruizione, si è assistito alla nascita di nuovi generi musicali e soprattutto all’emergere di nuovi strumenti tecnologici che hanno velocizzato e reso più semplice le modalità di composizione.

La musica è un linguaggio musicale a tutti gli effetti, avente la peculiarità di essere universale, perché sia se ci troviamo in Europa, Asia, America i suoni di un pianoforte non cambiano, il Do è sempre posizionato al centro del piano, il Re viene dopo il Do, e così via …

Un’altra caratteristica della musica, è che oltre a comunicare pensieri, riflessioni, comunica soprattutto emozioni, stimola nelle persone una serie di reazioni positive o negative, a seconda dell’argomento che la canzone affronti.

Io penso che ognuno di noi abbia dentro di sé la playlist della sua vita che si costruisce giorno dopo giorno, aggiungendo canzoni allegri, tristi, nostalgiche in base al periodo che si sta vivendo sulla sua pelle.

In fondo i testi delle canzoni non fanno altro che raccontare avvenimenti quotidiani, in cui le persone possono riconoscersi, rispecchiarsi in una storia o in un’altra.

È bello pensare che ogni periodo della propria vita sia caratterizzato dalla concatenazione di suoni, un ricordo si è importante, ma lo diventa ancora di più se viene accompagnato da un tocco di colore, quindi da una scala più melodica o armonica.

Inoltre la musica ha anche una connotazione storica perché ad ogni evento particolare, ad una ricorrenza importante si possono creare melodie avente l’intento di rimembrare un fatto che ha lasciato un segno profondo nella società.

Ma non per forza, una canzone deve collegarsi ad un fatto storico, perché può far ricordare semplicemente un avvenimento personale, e anche così acquista valore storico.

Tutto sommato ognuno ha la sua storia.

 

La musica è un linguaggio che viene usufruito da qualsiasi generazioni, da bambini fino a persone anziane, senza nessuna differenza perché quando ascoltiamo una melodia vengono attivate le stesse aree cerebrali: le aree temporali per l’ascolto e il linguaggio, le aree frontali per il pensiero astratto, e vengono coinvolti anche il cervelletto, l’area dell’apprendimento, della concentrazione e della memoria.

 

Negli ultimi tempi, i brani si sono evoluti e sono passati dai dischi in vinile ai formati mp3, fino ad arrivare all’avvento della musica sul web, che ha favorito l’emergere di molte piattaforme, per esempio YouTube, Spotify, Apple Music, Amazon Music e successivamente anche i social network come Instagram, Facebook sono diventati sempre più interattivi, facilitando così la promozione di canzoni.

Questo ha garantito una fruizione sempre più dinamica, veloce e profondamente legata ai social; ad utilizzare maggiormente queste piattaforme, sono le nuove generazioni, i cosiddetti millennials, che preferiscono diversi generi musicali rispetto alle canzoni che ascoltavano i giovani degli anni ’90.

Tra i generi musicali più apprezzati dai giovani risultano: la musica hip hop, musica rap, canzoni che lasciano largo spazio alla produzione digitale, quindi musica techno, e inoltre viene promossa la presenza sempre più abbondante di featuring tra gli artisti, in modo, da integrare diversi stili musicali.

Nel panorama musicale italiano sono in aumento i rappers, che stanno acquistando sempre più stima da parte delle nuove generazioni, se pensiamo a Fedez, Salmo, Guè Pegueno, Ghali, Emis Killa, Gemitaiz, Clementino, J-Ax

I giovani si riconoscono e condividono i testi delle canzoni dei rappers italiani, e attraverso questo genere affermano la propria identità personale e la propria identità collettiva.

Il Rap si basa sulla ricerca di assonanze, rime, metafore e figure retoriche cantate o parlate su basi musicali contraddistinte da ritmi uniformi. Le prime forme di questo genere si svilupparono tra gli anni ’50 e ’60, nella cultura afroamericana statunitense, ma la vera musica Rap nacque attorno agli anni 70, in un quartiere di New York, caratterizzato dalla presenza di diverse etnie, e da un contesto socio-economico particolarmente difficile.

Le diverse etnie utilizzavano quindi questa forma musicale come strumento di denuncia, di discriminazioni e di ingiustizie, identificandosi con lo stile e con l’intera cultura Hip Hop.

La ribellione viene utilizzata dagli adolescenti perchè vogliono essere indipendenti dalla famiglia, per poter vivere con maggiore spensieratezza e vitalità: la musica può aiutarli a raggiungere la loro libertà, la loro voglia di affermarsi nella società e soprattutto nel sentirsi parte di un gruppo, con il quale il giovane si riconosce, senza avere la paura di mostrare sé stesso perché sa che non verrà giudicato.

I testi rap, infatti, tendono per lo più a raccontare storie di disagio sociale, conflitti familiari, delusioni, angosce o successi di adolescenti e di giovani adulti, dove i giovani fans, rispecchiandosi in queste storie, possono trovare delle nuove modalità di elaborazione dei propri vissuti emotivi, anche mediante la condivisione con il proprio gruppo dei pari.

La musica rap non essendo particolarmente elaborata e ricercata, permette ai giovani con più facilità di emulare i loro idoli rispetto ad altri generi musicali.

 

Nell’era digitale l’artista diventa un esempio da seguire, un personaggio sociale con grande responsabilità.

Rispetto al passato, l’artista si trova a comunicare con moltissimi fans, grazie all’interazione che avviene sui social network, permettendo così ogni giorno di condividere emozioni, ma non solo, anche i nuovi progetti musicali dell’artista.

Durante i loro concerti, i cantanti realizzano una diretta live tramite un social network dove i fan, che non hanno avuto la possibilità di assistere al concerto, possono viverlo anche per pochi minuti, oppure si scattano un selfie con il pubblico.

I social network hanno acquistato un’importanza fondamentale per la commercializzazione della musica affiancandosi a tutti gli altri mezzi di comunicazioni tradizionali.

 

Le nuove opportunità digitali ha acquistato sempre più importanza durante il periodo del lock-down, perché tutti i cantanti realizzando dirette quotidiane hanno potuto comunicare con la musica un momento di leggerezza ai propri fan.

Negli scorsi mesi, molti programmi musicali, sono state realizzati attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, dove gli artisti si sono esibiti dalle proprie abitazioni e oltre a cantare, hanno inviato messaggi confortanti agli ascoltatori.

Spesso le nuove modalità tecnologiche vengono criticate ma, in questo caso, anche gli artisti, hanno fatto sentire la loro presenza e hanno unito con la musica le distanze e le barriere sociali.

C’erano diversi artisti che organizzavano dirette settimanali nelle quali cantavano, interagivano e inserivano un po’ di distrazione nelle vite degli spettatori.

 

La musica è cambiata ma sicuramente non perderà mai il suo potere di comunicare emozioni, perché continuerà a scuotere l’anima delle persone, a far rivivere un ricordo del passato e a generare quel brivido di piacere.

 

La musica è stata l’ispiratrice di molti filosofi del passato, come per esempio Platone, Nietzsche ma anche scrittori e poeti hanno citato tra le pagine delle loro opere il significato profondo che la musica acquisisce nella vita di tutti i giorni.

La frase che vi riporto è stata scritta dallo scrittore russo Lev Tolstoj : “La musica è la stenografia dell’emozione. Emozioni che si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente trasmesse nella musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato.”

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