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Finalmente rivelata la strana origine del nome della cantante Beyoncé

Finalmente rivelata la strana origine del nome della cantante Beyoncé

Nonostante la cantante Beyoncé sia tra le artiste più amate ed apprezzate del mondo, pochi sanno la storia e l’origine del suo nome.

Per risolvere il mistero, ci ha pensato la madre, Tina Knowles-Lawson, che ha rivelato l’oscura verità in una trasmissione radiofonica “In My head with Heather Thompson”: “Un sacco di gente non sa che Beyoncé è il mio cognome”, ha proseguito entrando a fondo della questione: “Il mio nome era Celestine Beyoncé e all’epoca non era cool avere un nome così strano. Volevo che il mio nome fosse Linda Smith, perché al tempo erano quelli i nomi cool”.

 

La donna continua raccontando che il cognome di famiglia era stato trascritto in maniera scorretta all’anagrafe quindi non tutti i membri della famiglia presentano lo stesso cognome: “Tutti noi abbiamo un’ortografia diversa. Io e mio fratello Skip ad esempio siamo gli unici con Beyoncé”.

Questa è la storia che le è stata raccontata da sua madre: più volte, Tina ha provato a chiederle se era possibile modificare il danno che era sorto ma la madre si è rivolta a lei con queste parole: “Devi essere felice perché prima le persone di colore non potevano facilmente ottenerlo il certificato di nascita”.

 

Ma tutti si chiedono come ha fatto a passare da Celestine Beyoncé a Tina Knowles-Lawson?

Dopo essersi sposata con il padre della popstar Mathew Knowles ha preso il suo cognome, però il loro amore dopo più di 30 anni insieme si è interrotto e nel 2009 la coppia ha deciso di separarsi. Nel 2015 poi Tina si è sposata per la seconda volta con l’attore Richard Lawson, dal quale ha poi preso il suo secondo cognome.

 

La madre e la figlia sono molto legate, al punto che Tina è comparsa nell’ultimo visual album dell’artista “Black is King”, ideato proprio dalla cantante, ispirandosi ai temi che vengono proposti nel film originale “Il Re Leone”.

Infatti il video esce ad un anno di distanza dal film d’animazione, il live action in cui Beyoncé ha prestato la voce a Nala.

Si tratta di un progetto tra cinema e musica che richiama la storia della comunità nera con la partecipazione di Naomi Campbell, Lupita Nyong’o, Kelly Rowland, Pharell Williams fino al marito Jay-Z. Ma a catturare l’attenzione è soprattutto la presenza della figlia della cantante, Blue Ivy, che si mostra disinvolta davanti all’obiettivo.

L’intento della pop-star è quello di comunicare con un linguaggio innovativo le tradizioni africane e la bellezza del popolo nero. La storia diventa metafora di quella delle “giovani regine e i giovani re di oggi nel viaggio personale alla ricerca della propria corona”.

 

Nonostante le polemiche che ha ricevuto, la cantante continua a lottare contro le proteste razziste, sensibilizzando il tema attraverso i social: “Credo che quando i neri raccontano le loro storie, siano in grado di spostare l’asse del mondo facendosi portavoce di una storia reale, di ricchezza generazionale e ricchezza d’anima, che non troviamo narrata nei libri di storia”.

 

La madre, Tina, più volte ha risposto ai commenti su Instagram, sottolineando che la figlia non promuove progetti musicali riguardanti l’anti-razzismo al fine di guadagnare, anzi il contenuto di tali propositi la fa guadagnare di meno.

Questo gesto dimostra come la madre è sempre presente nella vita della cantante, prendendo parte non solo alle sue idee artistiche ma raccontando, senza problemi, gli aspetti e i lati più intimi, personali della sua famiglia.

 

La cantante, imprenditrice, attrice, ballerina, regista continua a rappresentare un modello di vita per milioni di persone, tanto da ritenerla l’artista più iconica del XXI secolo.

Non si parla solo di una donna talentuosa di 39 anni, ma di un vero e proprio punto di riferimento trasversale, una performer, una madre, una business women e una role model che potremmo riassumere il suo spirito con la parola “power”, facendo riferimento al potere artistico ma anche al potere sociale, visto che è la fautrice di molte battaglie di comunità che si trovano in difficoltà.

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