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Bruce Springsteen, in arrivo il film “The legendary 1979 No nukes Concerts”

Bruce Springsteen, in arrivo il film “The legendary 1979 No nukes Concerts”

Sony Music Entertainment annuncia l’imminente uscita di un nuovo film di Bruce Springsteen & The E Street Band: “The Legendary 1979 No Nukes Concerts”.

“The Legendary 1979 No Nukes Concerts” è la registrazione di due spettacoli realizzata durante i concerti di beneficenza del MUSE nel 1979, conosciuti dal pubblico come i concerti “No Nukes”. Il film offrirà agli spettatori di tutto il mondo la possibilità di assistere ad un live che ha segnato l’ascesa dei futuri Rock and Roll Hall of Famer.

Di quest’epoca sono disponibili pochissimi filmati di Bruce Springsteen e della E Street Band, quindi “The Legendary 1979 No Nukes Concerts” rappresenta una rarissima opportunità di poter vedere la band – a soli sei anni dagli inizi della loro storia – in una performance esplosiva che è diventata un vero classico.

“The Legendary 1979 No Nukes Concerts” è stato realizzato con audio remixato e rimasterizzato a partire dal film originale in 16 mm dal collaboratore di lunga data di Springsteen Thom Zimny. La Sony Music Premium Content Division si occuperà della distribuzione globale ed il film uscirà entro la fine dell’anno.

Springsteen, insieme a Paul Simon e Jennifer Hudson, apparirà al prossimo Central Park Homecoming Concert, in programma per agosto al Great Lawn del parco di New York City.

Clive Davis fungerà da booker per il mega-concerto, il fulcro di una settimana di celebrazioni che segnano il ritorno di New York City dopo la pandemia di Covid-19. Il New York Times ha riferito che Springsteen si sarebbe probabilmente esibito con Patti Smith all’evento.

È da parecchio tempo che i fan dell’artista discutono sui primi versi di “Thunder Road”, in particolare la frase in cui viene nominata Mary: se per alcuni è “Mary’s dress waves”, per altri è “Mary’s dress sways”. Nelle ultime settimane il dibattito si è acceso sul web dopo un tweet di Maggie Haberman del New York Times, che cita il brano scrivendo proprio quel primo verso, con il verbo “sways”.

Allora ci ha pensato David Remnick del New Yorker a domandarlo a Jon Landau, manager del cantante, per fare chiarezza una volta per tutte.

Lui ha spiegato che la parola giusta è il verbo sways e subito dopo il testo è stato corretto anche nella raccolta del sito ufficiale: “È così che l’ha annotato nei suoi taccuini, è così che lo cantava nell’album del 1975 ‘Born to Run’, è così che l’ha sempre cantato in migliaia di concerti ed è così che lo canta ora a Broadway”.

 

 

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