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Chiello: “Quanto ti vorrei” sale nella TOP 10 di Spotify e conquista tutti con l’album di debutto

Chiello: “Quanto ti vorrei” sale nella TOP 10 di Spotify e conquista tutti con l’album di debutto

Dopo aver conquistato la vetta delle classifiche con il trio FSK Satellite, il più discusso, dirompente e originale esperimento rap che la nuova generazione abbia prodotto finora, Chiello nel suo debutto solista, Oceano Paradiso conferma di riuscire a comunicare con un pubblico ampio. Una caratteristica che gli è sempre stata attribuita e che qui sviluppa con scorci inediti.

Capace di una scrittura evocativa, con metafore minimali e concrete e da uno stile unico e versatile, in tutte le undici tracce dell’album Chiello non nasconde le sue vulnerabilità, senza artifici e mostrandosi per quello che è.

Ma è soprattutto la sua voce a volte sussurrata, a volte urlata e graffiante, a regalarci una sorta di caleidoscopio in scala di grigi alle sue canzoni.

Chiello continua a macinare numeri con Quanto ti vorrei e conquista tutti con l’album di debutto Oceano Paradiso.

Quanto ti vorrei si inserisce alla posizione 10 nella top 50 di Spotify, ha raggiunto 232K ascolti giornalieri ed è il quarto brano più utilizzato su Tik Tok (oltre 60K contenuti a settimana sulla piattaforma).

Questo dimostra che la canzone piace tanto ai giovanissimi di Tik Tok, fan di Blanco e Sangiovanni quanto ai trenta/quarantenni attenti ai trend, che prima scaricavano solo Franco 126, Giorgio Poi e Tommaso Paradiso.

Come ha riportato il periodico Rolling Stone: “Oceano Paradiso è il disco che ci voleva per superare la crisi di indie e rap. La canzone tutta birretta e struggimenti è collassata su sé stessa, il rap è scivolato nei baby borselli delle fake gang”.

L’album è ricco di diversi registri musicali: brani come Mare Calmo è un tripudio di archi e orchestrazioni, piuttosto che Quanto ti vorrei è rock and roll o Sul Fondo dello scrigno è oscurità dark, mentre Pietra di Luna e Crema di buccia hanno echi surrealisti e risonanze quasi prog.

Mentre con il brano Non lasciarmi cadere ci sussurra una ballad rock dove dice: “Manderò tutto a puttane come ho sempre fatto, tutto fatto. Non lasciarmi cadere / lo so che nel buio ci si può perdonare”.

Ma questo viaggiare in mondi musicali diversi trova la chiusura del cerchio con la finale Golfo Paradiso, prodotta da Mace, con quel giro finale di chitarra di A Horse With No Name degli America che è una sorta di dichiarazione d’intenti.

Al suo fianco nell’album di debutto, alcuni dei produttori tra più innovativi: da Greg Willen (torinese classe 1997, già producer di fiducia per FSK Satellite) a Colombre (cantautore indie, chitarrista di Calcutta e produttore di Maria Antonietta), fino ad arrivare a Shablo in collaborazione con Luca FaraoneMace.

Oceano Paradiso è la dichiarazione di un artista che ha scelto di fare quello che gli va, tipo prendere il pop italiano e tenerlo tra le sue mani, un po’ annegandolo negli abissi e un po’ cullandolo dolcemente sulla superficie dell’acqua, senza mai dimenticare da dove proviene.

 

 

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